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Articoli che parlano di giappone 2025

Giappone 2025

Questo diario racconta il nostro viaggio di tre settimane attraverso il Giappone: dalle metropoli ultramoderne di Tokyo e Osaka ai templi silenziosi di Kyoto e Nara, dai luoghi della memoria di Hiroshima fino alle spiagge tropicali di Ishigaki.

Giorno 1 - 09 luglio 2025 (Volo da Milano)
Giorno 2 - 10 luglio 2025 (Arrivo in Giappone – Haneda)
Giorno 3 - 11 luglio 2025 (Tokyo: Shibuya • Meiji-jingū • Shinjuku • Tokyo Tower)
Giorno 4 - 12 luglio 2025 (Asakusa, Shinguku)
Giorno 5 - 13 luglio 2025 (Tokyo: Ueno Park • Museo Nazionale • Akihabara • Nakano Broadway)
Giorno 6 - 14 luglio 2025 (Kyoto: Kinkaku-ji • Ryōan-ji • Ninna-ji • Ponto-chō)
Giorno 7- 15 luglio 2025 (Kyoto: Higashiyama • Kiyomizu-dera • Sannenzaka e Ninenzaka • Ryōzen Kannon • Kōdai-ji • Gion)
Giorno 8 - 16 luglio 2025 (Kyoto:Fushimi Inari • Nishiki Market • Ginkaku-ji • Sanjūsangen-dō)
Giorno 9 - 17 luglio 2025 (Kyoto: Gion festival)
Giorno 10 - 18 luglio 2025 (Nara: Parco di Nara • Tōdai-ji • Nigatsu-dō • Kasuga Taisha)
Giorno 11 - 19 luglio 2025 (Hiroshima, Miyajima)
Giorno 12 - 20 luglio 2025 (Miyajima, Himeji, Osaka)
Giorno 13 - 21 luglio 2025 (Osaka: Castello di Osaka • Umeda Sky Building • Nipponbashi Denden Town • Dōtonbori)
Giorno 14 - 22 luglio 2025 (Ishigaki: Kannonzaki Lighthouse, Nagura Ampal )
Giorno 15 - 23 luglio 2025 (Ishigaki: Sukuji Beach • Kabira Bay • Yonehara Beach • Faro Oganzaki)
Giorno 16 - 24 luglio 2025 (Ishigaki: Osaki Beach, Tamatorizaki,Hirakubo Beach, Faro di Hirakubozaki )
Giorno 17 - 25 luglio 2025 (Ishigaki)
Giorno 18 - 26 luglio 2025 (Tokyo: Sumida Gawa Fireworks Festival)
Giorno 19 - 27 luglio 2025 (Tokyo: Ginza, Akihabara, Odaiba)
Giorno 20 - 28 luglio 2025 (Tokyo: Takeshita-dori, Shibuya, Tokyo Station, volo)

Attrazioni visitate

Tokyo

  • Shibuya: statua di Hachikō, Shibuya Crossing, Shibuya Center-gai, Mega Donki, Magnet, Nintendo Store, Pokemon Store
  • Asakusa: tempio Sensoji, Nakamise Dori, Tokyo Skytree
  • Shinjuku: Omoide-yokocho, Kabukicho, Golden Gai, Palazzo del Governo Metropolitano di Tokyo (osservatorio e spettacolo Light and sound)
  • Ueno: Parco, Museo Nazionale di Tokyo, santuario Tosho-gu, santuario di Gojoten and Hanazono Inari Shrines. tempio Kiyomizu Kannon-dō, * tempio Benten-do, mercato di Ameya-yokocho)
  • Akihabara
  • Odaiba: Gundam, Statua della libertà, Rainbow Bridge
  • Harajuku: Takeshita-dōri, Yoyogi Fukamachi Mini Park, Omotesandō
  • Ginza
  • Santuario Meiji-jingu
  • Tokyo tower
  • Tokyo Station

Kyoto

  • Nord: Tempio Kinkaku-Ji, Tempio Ryoan-Ji, Tempio Ninna ji
  • Pontocho (via, quartiere)
  • Higashiyama: Kiyomizu-dera, Sannenzaka, Yasaka Pagoda, Ninenzaka
  • Ryōzen Kannon
  • Kōdai-ji
  • Sanjūsangen-dō
  • Gion: Santuario di Yasaka, Sherakawa Canal
  • Santuario Fushimi Inari
  • Nishiti Market
  • Ginkaku-ji

Nara

  • Tempio Kofukuji
  • Tempio Kodaiji
  • Nigatsudo
  • Sangatsudo
  • Santuario Kasuga Taisha

Hiroshima

  • Hiroshima Castle
  • Atomic Bomb Dome
  • Hiroshima Peace Memorial park & Museum
  • Santuario di Itsukushima (Isola di Miyajima)
  • Daisho-in (Isola di Miyajima)
  • Himeji (castello)

Osaka

  • Shinsekai
  • Castello di Osaka
  • Umeda Sky Building
  • Nipponbashi Denden Town
  • Dōtonbori

Ishigaki

  • Kannonzaki Lighthouse
  • Nagura Ampal
  • Sukuji Beach
  • Kabira Bay
  • Yonehara Beach
  • Oganzaki Lighthouse
  • Osaki Beach
  • Tamatorizaki
  • Hirakubo Beach
  • Faro di Hirakubozaki
  • Osservatorio astronomico nazionale VERA

Cibo provato

Ramen
Soba
Udon / Noodles
dashi chazuche
Omurice al curry
Sushi
Goya champuru
Onigiri
Yakitori (spiedini)
Tempura
Takoyaki balls
Gyoza (ravioli)
Senbei (cracker di riso)
Okonomiyaki (frittella salata o pancake a base di cavolo cappuccio,)
Taiyaki (dolci a forma di pesce)
Melonpan
Mochi
Dorayaki (pancake con fagioli)
Kakigori (granita)
Sake
The macha

Hotel

  • Tokyo: Ueno New Izu Hotel (4 notti)
  • Kyoto: Sanco Inn Kyoto Hachijoguchi Shikinoyu (5 notti)
  • Hiroshima: Sakuraya (1 notte)
  • Osaka: Secret Base Shin-Imamiya2 (2 notti)
  • Ishigaki: Claska Ishigaki (4 notti)
  • Tokyo: BURan House (2 notti)

Pubblicato da mbortol 14:36 Archiviato in Giappone Tag giappone_2025 Commenti (0)

Giorno 1 - (Volo da Milano)

09 luglio 2025

Partiamo da Milano Malpensa alle 23:00 con un volo Qatar Airways, acquistato diversi mesi prima ( febbraio).

Pubblicato da mbortol 14:38 Archiviato in Giappone Tag giappone_2025 Commenti (0)

Giorno 2 - (Arrivo in Giappone – Haneda)

10 luglio 2025


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Dopo uno scalo di un paio d’ore all’aeroporto internazionale di Doha alle 07.30 prendiamo il volo Japan Airlines diretto all’aeroporto Haneda di Tokyo dove atterriamo poco dopo la mezzanotte. A causa di un nostro errore nella prenotazione non troviamo l’autista ad aspettarci e prendiamo quindi un taxi che in circa quaranta minuti ci porta al nostro hotel nel quartiere di Ueno, il Tokyo Ueno New Izu Hotel che utilizzeremo per queste prime giornate a Tokyo.

La stanza è in stile giapponese: senza tavoli, sedie o letti, ma con un pavimento con i tatami (pannelli rettangolari costruiti con un telaio di legno e rivestito da paglia intrecciata e pressata) e i futon (materassi che vengono srotolati e posti a terra quando si va a dormire).
Prima di accedere alla stanza è necessario togliersi le scarpe ed indossare le apposite ciabatte in dotazione; esistono anche delle ciabatte specifiche per entrare in bagno.
Nel bagno incontriamo anche i mitici water giapponesi con pulsantiera che permette di gestire la temperatura dell’asse, la pressione dell’acqua e che incorporano anche il bidet.
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Ci addormentiamo esausti, ma già proiettati verso il giorno successivo.

Pubblicato da mbortol 14:40 Archiviato in Giappone Tag giappone_2025 Commenti (0)

Giorno 3 - Tokyo: Shibuya, Meiji-jingū, Shinjuku

11 luglio 2025 Shibuya • Meiji-jingū • Shinjuku • Tokyo Tower


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Primo vero giorno a Tokyo.
La sveglia suona presto: il fuso ci tiene svegli e pronti all’esplorazione. Raggiungiamo la stazione JR di Ueno e acquistiamo la carta Suica, caricandola con 1000 yen. Sarà la nostra compagna di viaggio per tutta la permanenza.

Qualunque linea di metro o treno sia a Tokyo che nelle altre città potrà essere utilizzata strisciando la Suica in ingresso e in uscita dai gateway senza doverci preoccupare della compagnia che gestisce la linea. Utilizzando la Suica non si può beneficiare di sconti legati ad abbonamenti giornalieri o altro, ma non ne abbiamo mai avuto bisogno nel nostro viaggio E’ possibile acquistare la carta presso i distributori di tutte le stazioni. L’acquisto avviene in contanti e prevede un deposito di 500 yen che verrà rimborsato alla restituzione della carta.

Seguendo le indicazioni di Google Maps, prendiamo la metro e in pochi minuti arriviamo a Shibuya. Uscendo dalla stazione attraverso l’uscita Hachikō troviamo proprio davanti a noi la celebre statua del cane più famoso del Giappone:Hachiko, un cane di razza Akita che ha aspettato il suo padrone, il professor Ueno, ogni giorno alla stazione per nove anni, anche dopo la sua morte.. La vicenda ha commosso il GIappone che gli ha intitolato la statua e anche un film.

Abbiamo installato numerose app per la gestione dei trasporti sul nostro telefono (JR, Didi, Navtime, Kyoti Transit, Kyoto Bus,e..) ma in realtà non ne abbiamo mai avuto bisogno perchè Google maps è sempre stata molto precisa indicando orari, binari e costi di ciascun trasferimento.
Di fronte a noi ecco Il famoso Shibuya Crossing è meno affollato del previsto, ma attraversarlo rimane un’emozione unica: un flusso continuo di persone che si muovono in armonia sorprendente. ( in media viene attraversato da 260.000 persone al giorno!!!)
Cerchiamo un punto panoramico gratuito per osservare la piazza dall’alto e lo troviamo presso il Magnet,un edificio di più piani che ospita negozi dedicati ad anime e gacha games le onnipresenti macchinette che da cui estrarre capsule di plastica contenenti peluche o altri oggetti spesso legati al mondo manga. Proprio in prossimità della cassa di un gacha games c’è una vetrata che permette di vedere l’incrocio.

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Proseguiamo lungo Shibuya Center-gai, il cuore pulsante di Shibuya, una via vibrante ricca di insegne, negozi e locali. Entriamo nel gigantesco Mega Donki, un vero labirinto di prodotti di ogni tipo: souvenir, snack, cosmetici, elettronica.

Usciti dal labirinto del Mega Donki ci spostiamo in un centro commerciale più tradizionale, il Parco dove visitiamo il Nintendo Store e il Pokémon store e vista l’ora ci fermiamo per pranzo in un piccolo ristorante interno che prepara ramen. Qui incontriamo per la prima volta le macchinette automatiche che ritroveremo più volte nei ristoranti giapponesi, che permettono di scegliere il piatto e pagare ottenendo in cambio un o scontrino da presentare al banco per ordinare.

Dopo pranzo in circa un quarto d’ora raggiungiamo a piedi il Yoyogi park un’oasi verde sorprendentemente silenziosa, che conduce al grande santuario shintoista Meiji-jingū. dedicato all'imperatore e alla sua consorte.
All’ingresso superiamo il maestoso torii in legno e percorriamo un sentiero immerso in una foresta costituita da alberi provenienti da tutto il Giappone che sembra lontanissima dalla città. Lungo la via incontriamo una parete formata da barili decorati in cui viene conservato il sake e che vengono donati al santuario dai produttori locali.
All’ingresso del santuario troviamo un fontana in cui impariamo e compiamo il rito di purificazione temizuya che consiste nel raccogliere dell'acqua con il mestolo (hishaku) , lavarsi prima la mano sinistra, poi la destra e sciacquarsi la bocca (senza berla)
Nel cortile del santuario sono presenti dei chioschi dove si possono acquistare degli amuleti (Omamori) o le Ema, tavolette di legno su cui scrivere la preghiera o un desiderio e che vanno poi lasciate all’interno del santuario. Proprio accanto a un albero di canfora troviamo numerose ema appese.
All’interno del santuario sono presenti degli altari in cui si può rendere omaggio ai kami (le divinità shintoiste), facendo un’offerta e battendo due volte le mani.

Camminiamo verso Shinjuku e raggiungiamo il Tokyo Metropolitan Government Building, un palazzo costituito da due torri di 48 piani alla cui sommità si trova un osservatorio gratuito che offre una vista spettacolare sulla metropoli. Grazie alle schede informative individuiamo la torre di Tokyo e gli altri edifici principali dello skyline, non riusciamo invece a scorgere il monte Fuji a causa di una foschia che avvolge l’orizzonte in lontananza.

Ammirato il panorama, la stanchezza per il viaggio e il fuso orario si fa sentire; verso le 17 decidiamo quindi di prendere la metro e rientrare in hotel per riposare un attimo.

Alle 21 decidiamo di uscire per mangiare qualcosa e decidiamo di recarci in zona Tokyo tower (https://en.tokyotower.co.jp/) per avere la possibilità di osservare la torre illuminata. Prendiamo la metro da Ueno fino a Akabanebashi Station e saliamo sulla collinetta del Shiba Park da dove si ha una bella vista della torre. Scopriamo che essendo una notte di luna piena, per esaltare la luce lunare, la torre ha una particolare illuminazione fino alle 22: la metà superiore della torre viene spenta e quella inferiore illuminata con colori che corrispondono alla stagione del mese. Questo fenomeno è chiamato "Velo di Diamante della Luna Piena".
Scattiamo qualche fotografia e aspettiamo le 22 per vedere la torre nella sua illuminazione tradizionale.
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Ci spostiamo poi alla base della torre per ammirarla da vicino e cerchiamo un posto dove cenare, ma è tutto chiuso. Rientriamo quindi con la metro a Ueno e prima di tornare in hotel ci fermiamo a un “7 Eleven” per acquistare qualcosa da mangiare: onigiri (polpette di riso bianco con tonno o salmone a forma triangolare con una striscia di alga nori su un lato) e mochi (dolcetti di riso glutinoso ripieni di fagioli azuki)

In giappone esistono tre catene di piccoli supermarket aperti 24 ore al giorno: 7 eleven, Lawson e Family Mart che vendono anche cibo e vengono chiamati Konbini (convenience store).

Pubblicato da mbortol 14:41 Archiviato in Giappone Tag giappone_2025 Commenti (0)

Giorno 4 - (Asakusa, Shinguku)

12 luglio 2025


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Questa mattina con la metro ci dirigiamo verso Asakusa, uno dei quartieri più iconici della Tokyo tradizionale. Non appena usciamo dalla stazione, veniamo subito trascinati dal flusso di persone che avanzano verso il celebre Tempio Sensō-ji.

Attraversiamo il grande portale Kaminarimon, la “Porta del Tuono”, con la sua enorme lanterna rossa simbolo della città. Da qui parte Nakamise-dōri, la via dei negozietti più antica di Tokyo: un susseguirsi di bancarelle che vendono ventagli, bambole kokeshi, amuleti e i famosi taiyaki: dolcetti.a forma di pesce ripieni di dolce azuki.

Superato l’Hōzōmon, il secondo portale guardato dai due grandi nio (le statue guardiane che proteggono il tempio) e decorato con un paio di sandali giganti di paglia (ōwaraji) alti 4,5 metri che secondo la tradizione tengono lontani i demoni, giungiamo al cuore del complesso: il padiglione principale dedicato alla dea Kannon. Il tempio risale al 942, ma è stato ricostruito nel 1958 a seguito dei domabdardamenti della seconda guerra mondiale.
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Naturalmente ci fermiamo a pescare un omikuji, il biglietto della fortuna: il nostro (https://github.com/fumiama/senso-ji-omikuji/blob/main/79_0.jpg) si rivela beneaugurante, quindi lo conserviamo
omikuji: dopo aver fatto un’offerta di 100 yen si prende un contenitore cilindrico e dopo averlo scosso si estrae un bastoncino in bambù sul quale è riportato un numero. Si apre il cassettino con il numero corrispondente estraendone un biglietto. Se il biglietto si rivela essere di buon auspicio va conservato, diversamente va annodato su delle apposite griglie per “lasciare lì” la sfortuna.
Visitiamo il padiglione principale (Hondō), e le strutture laterali più piccole e scattiamo qualche foto alla bellissima pagoda di cinque piani alta più di 50 metri.
Riprendiamo Nakamise-dōri e compriamo dei melonpan, fragranti panini dolci tipici, poi saliamo sulla terrazza dell’Asakusa Culture Tourist Information Center. Da qui si gode una vista magnifica sul Sensō-ji e sulla Tokyo Skytree che con i suoi 634 metri di altezza, è la torre più alta al mondo e la terza struttura artificiale più alta al mondo.

Dalle locandine del centro scopriamo che il 24 luglio sul fiume Sumida si terrà uno spettacolo di fuochi di artificio; ci appuntiamo la data visto che quel giorno saremo nuovamente a Tokyo.

Proseguendo verso il fiume Sumida ammiriamo la famosa “fiamma d’oro” della Asahi Beer Hall, uno dei simboli architettonici della zona.
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Sono ormai le 13.30 e così ci fermiamo a mangiare in un locale poco distante (Matsuya Asakusa Azumabashi). Ci accomodiamo tra i locali e seduti attorno alla cucina mangiamo delle ciotole di riso con manzo verdure e uova. (circa 600 yen a piatto acqua compresa)
Raggiungiamo il quartier generale della Bandai (, azienda famosa per la produzione di giocattoli legati alle serie animate) dove troviamo statue a grandezza naturale di personaggi come Doraemon e Goku — foto di rito inevitabili.
Poco distante c’è l’HAT Coffee, celebre per la latte art tridimensionale. Mostriamo al barista la foto della nostra gatta Fiona: in pochi minuti la riproduce in schiuma di latte tridimensionale con un risultato realistico.
Prendiamo la JR per Shinjuku, la stazione più trafficata del mondo dalla quale transitano in media 3,5 milioni di persone al giorno. Si tratta di un vero e proprio labirinto sotterraneo che ospita anche un centro commerciale (Subnade).
Una volta fuori, ci troviamo nel cuore pulsante della Tokyo contemporanea.
La nostra prima tappa è Omoide-yokocho (il vicolo dei ricordi), un vicolo che nel dopoguerra era sede del mercato nero e che oggi ospita numerosi izakaya i pub giapponesi specializzati spiedini (yakitori) e frattaglie. A quest’ora della giornata il vicolo non è molto affollato e vivo per cui ci ripromettiamo di tornarci in serata.
Attraverso una giungla di insegne e arriviamo al grande tabellone pubblicitario in 3D dove tra una pubblicità e l'altra compare un grosso gatto che a volte sembra far cadere oggetti sulla strada sottostante.
Ritornati sulla strada principale, tra negozi, sale karaoke, sale giochi multipiano piene di gatcha e giochi a pinza e cat cafe dove è possibile prendere un caffè in compagnia di bellissimi gatti, raggiungiamo la zona di Kabukicho e Central road con le sue mille insegne e l’inconfondibile testata di Godzilla che spunta dal tetto del Toho Cinema.; periodicamente gli occhi del mostro si illuminano e la testa emette fumo.
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Kabukicho è il quartiere a luci rosse di Tokyo con numerosi love hotel e le gigantesche sale pachinko, un gioco d’azzardo giapponese simile a un flipper verticale gestiti dalla yakuza (la mafia giapponese) ma è comunque una zona sicura in cui passeggiare.

Proseguiamo nella parte est di fino a Golden Gai, una rete di strettissimi vicoli dove sorgono micro-bar da 5–10 posti.

E’ ora di merenda e ci fermiamo a Naruto Taiyaki Honpo che prepara al momento dei deliziosi Taiyaki, dolcetti a forma di pesce ripieni di crema di anko (pasta di fagioli rossi azuki), crema pasticcera o patate dolci; assaggiamo quelli con la crema di fagioli che ci vengono serviti appena sfornati e ancora bollenti.

Ritorniamo alla stazione per spostarci al Palazzo del Governo Metropolitano di Tokyo dove ieri abbiamo ammirato il panorama della capitale dall’osservatorio. L’obiettivo questa volta è invece vedere il Tokyo NIght & Light ovvero la proiezioni di immagini sulle due torri dell’edificio che formano il video mapping più grande del mondo. I video riprodotti durano circa 15 minuti, iniziano alle 19.30 e proseguono fino alle 21.30.
Arriviamo nella piazza antistante il palazzo in tempo per il primo spettacolo e troviamo una panchina su cui sederci. Il primo spettacolo “Tokyo Gundam in the future” è dedicato all’ iconica serie animata mentre il secondo “Pac Man eats Tokyo” trasforma l’edificio in un’enorme gioco di pac-man con animazioni 3d. In “Tokyo time traveler” un viandante ripercorre la storia di Tokyo dal periodo Edo ad oggi e sullo schermo vengono riprodotti i monumenti e le immagini iconiche di Tokyo come samurai, ciliegi in fiore, la grande onda di Kanagawa. Seguono due spettacoli dedicati a Godzilla: “Tokyo Godzillas” ripercorre i 70 anni di Godzilla proiettando le prime versioni del mostro degli anni 50 fino alle più recenti del film Godzilla del 2023 mentre in “Godzilla attack on Tokyo” vediamo il mostro a grandezza naturale (i 100 metri della facciata dell’edificio) attaccare proprio il Palazzo del Governo Metropolitano di Tokyo.
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Soddisfatti dello spettacolo (in particolare di Pac Man e Tokyo Time traveller) torniamo al centro di Shinjuku per la cena. Facciamo un tentativo a Omoide-yokocho, ma rispetto al pomeriggio il vicolo è molto affollato e non troviamo posto per mangiare, ma ne approfittiamo per scattare qualche foto. Ci fermiamo quindi in un ristorante a Kabukicho (Toriyoshi Shoten) dove mangiamo spiedini di pollo (Yakitori) e tempura. Dopo cena passeggiamo per Kabukicho ammirando la miriade di insegne illuminate e i locali di Golden Gai che prendono vita proprio a quest’ora.
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Stanchi per la lunga giornata rientriamo in hotel.

Pubblicato da mbortol 14:43 Archiviato in Giappone Tag giappone_2025 Commenti (0)

Giorno 5 - Tokyo: Ueno Park • Museo Nazionale • Akihabara

13 luglio 2025


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Dedichiamo la mattina alla visita del quartiere in cui soggiorniamo: Ueno.
Ci rechiamo a piedi al parco di Ueno all’interno del quale si trova il Museo Nazionale di Tokyo (https://www.tnm.jp/). Dopo aver fatto i biglietti verso le 09.30 ci rechiamo al Honkan (Galleria giapponese).Iniziamo la visita dal secondo piano dove ripercorriamo la storia e l'arte giapponese a partire dalla preistoria con i vasi Jamon con le loro caratteristiche decorazioni passando per l’arte religiosa buddista, le armi come famose spade katana e le armature dei guerrieri Samurai, la vita quotidiana con gli antichi kimoni e i paravento decorati fino alle arti figurative come le bellissime stampe ukiyo-e, gli strumenti per la cerimonia del the e una carrellata sull’evoluzione dell’arte della calligrafia.

Dopo due piacevoli ore di visita usciamo dal museo (rinunciando alla visita degli altri padiglioni dedicati alle arti asiatiche e all’archeologia) e sotto un sole intenso, passeggiamo nel grande parco visitando: il santuario shintoista Tosho-gu del 1627 dedicato alla shogun Tokugawa Ieyasu, il santuario di Gojoten and Hanazono Inari Shrines del 1662 al quale si accede attraverso una breve galleria di torii rossi, il Kiyomizu Kannon-dō tempio buddista a imitazione del Kiyomizu-dera di Kyoto e infine il tempio buddista Benten-do collocato all’interno dello stagno Shinobazu le cui acque sono ricoperte da piante di loto con i caratteristici fiori.
Un piccolo mercato delle pulci con bancarelle di cibo ci risveglia l’appetito. Ci spostiamo quindi al mercato di Ameya-yokocho e pranziamo al Noodles Tsuruya con piatti di soba e noodle.
Dopo pranzo facciamo una breve passeggiata nel mercato all’aperto che si sviluppa sotto i binari della ferrovia con centinaia di negozi di cibo (tra cui le famose angurie a forma di cubo) e abbigliamento.

Alle 14 prendiamo la linea JR Yamanote che ci porta ad Akihabara il quartiere di Tokyo centro della subcultura otaku. Appena usciti dalla stazione (uscita Electric town) siamo catapultati in un mondo fatto di anime, manga e videogiochi.
Sulla via principale (Chuo-dori) si affacciano negozi a più piani dedicati a oggettistica legata al mondo dei manga e degli anime (action figure, carte, giochi, ecc.) con grandi insegne colorate a tema anime che diffondono la musica delle sigle.
Entriamo in alcuni negozi (Akihabara Radio Kaikan, Akiba Cultures Zone, Animate Akihabara, Traders, Akihabara Gamers, ecc.) tutti molto simili tra loro: sono disposti su più piani collegati da strette scale mobili (a volte non mobili) e ciascun piano è dedicato ad una diversa categoria (action figure, carte, giochi, ecc.) suddivisi per i diversi manga. Ogni piano è letteralmente un labirinto con stretti corridoi ricoperti di action figure e altra oggettistica (magliette, portachiavi, ecc.).

Nicola si lancia nella caccia ai gadget di Vita da Slime, trasformando la visita in una vera esplorazione strategica tra negozi.

Passeggiando per Akihabara incontriamo anche game center a più piani pieni zeppi di macchinette a pesca verticale, negozi come il Mandarake Complex con migliaia di manga e lungo le strade ragazzine vestite con divisa da cameriera in stile vittoriano-francese che richiamano i clienti nei Maid Cafe, locali nei quali per qualche migliaio di yen i clienti possono farsi servire dalle cameriere in costume.

Non ancora ubriachi di anime e manga verso le 19 ci spostiamo con la metro in un altro “tempio” degli appassionati, il Nakano Broadway, centro commerciale dedicato a manga e anime. All’interno del centro si trovano numerosi negozi di dimensioni più piccole rispetto ad Akihabara e spesso dedicati a temi specifici (robot, anime anni 70, ecc.)
RImaniamo fino alla chiusura e prima di riprendere la metro per Ueno per tornare in ’hotel ci fermiamo a cena al “Gindaco Highball Tavern Sun Mall Nakano Branch” dove mangiamo le takoyaki, polpette fritte con polpo.

Pubblicato da mbortol 14:44 Archiviato in Giappone Tag giappone_2025 Commenti (0)

Giorno 6 Kyoto:Kinkaku-ji • Ryōan-ji • Ninna-ji • Ponto-chō

14 luglio 2025 Giorno 6 - (Kyoto: Kinkaku-ji • Ryōan-ji • Ninna-ji • Ponto-chō)


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Lasciamo Tokyo e prendiamo lo Shinkansen dalla Tokyo Station. Le indicazioni sono chiare e i binari ben segnalati: in pochi minuti siamo sul nostro treno per Kyoto che avevamo prenotato dall’Italia dal sito web della JR.
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Con puntualità giapponese alle 09.18 il treno arriva al binario, saliamo a bordo e raggiungiamo i posti prenotati e notiamo con piacere che lo spazio sopra i sedili è sufficiente per accogliere comodamente le nostre valigie.
Abbiamo prenotato posti sul lato destro per vedere il Monte Fuji: dopo circa mezz’ora appare all’orizzonte, ma con la cima senza neve, come spesso accade in estate. La vista del vulcano a causa della velocità del treno e della presenza di gallerie dura solo un paio di minuti.

Arrivati a Kyoto, attraversiamo la grande stazione — un vero labirinto di passaggi, negozi e scale — fino a raggiungere il nostro hotel, il “Sanco Inn Kyoto Hachijoguchi Shikinoyu” situato proprio di fronte all’uscita.
poichè è presto per il check in lasciamo le valigie in reception e torniamo alla stazione dove presso l’ufficio turistico acquistiamo il pass giornaliero per autobus e metro. andiamo al piano interrato dei grandi magazzini Isetan nell'area ristorazione e ci fermiamo a pranzo da “San Marco” dove mangiamo l’omurice al curry, un piatto giapponese costituito da una frittata che avvolge riso fritto al ketchup, preparato con pollo e verdure.

Dopo pranzo prendiamo la metro (sempre all'interno della stazione) fino alla fermata di Kitaoji (10 min) dove seguendo le chiare indicazioni arriviamo alla fermata del bus #204 che ci porta in altri 10 minuti in prossimità del Tempio Kinkaku-Ji. Percorriamo il breve tratto di strada che ci conduce all'ingresso del tempio dove verso le 14 acquistiamo i biglietti e dopo pochi passi giungiamo di fronte al laghetto (Kyoko-chi) sulla cui sponda si trova il tempio.
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La visione è da cartolina con le piante estremamente curate e il tempio con il secondo e il terzo piano decorati con foglia d'oro che si riflette nel laghetto. Il tempio dichiarato Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO nel 1994 era in origine la villa dello shogun Ashikaga Yoshimitsu (1358-1408), che alla sua morte fu trasformata in un tempio secondo le sue volontà.
I tre piani del tempio sono in stili diversi e sul tetto ricoperto da assi di cipresso sawara svetta una fenice. Rimaniamo qualche minuto ad ammirarlo e a scattare fotografie, poi proseguiamo nel percorso che dopo aver oltrepassato il tempio (non è possibile entrarci) si snoda nella foresta in un percorso ad anello tra altri edifici, cascate e fonti sacre. https://www.shokoku-ji.jp/en/kinkakuji/guide/

Dopo una mezzoretta terminata la visita prendiamo il bus che ci conduce in 10 min al Tempio Ryoan-Ji (dalle 15.30 alle 16.15)
Dopo l’ingresso ci togliamo le scarpe per accedere all’interno senza rovinare i pavimenti in legno. Un breve corridoio ci conduce alla terrazza che si affaccia sul famoso giardino zen costituito da una spianata di ghiaia rastrellata nella quale sono poste 10 pietre. Secondo la tradizione in qualsiasi posizione ci si metta non sarà possibile osservare tutte e 10 le pietre contemporaneamente, facciamo qualche prova e in effetti riusciamo a contarne al massimo fino a 9. Muovendoci sulle terrazza di legno per contare le pietre notiamo lo scricchiolio dei pavimenti che secondo la tradizione serviva ad allertare della presenza di estranei.
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Decidiamo di completare la visita della zona con il Tempio ninna ji, (visita dalle 16.30 alle 17.00) che raggiungiamo in un quarto d’ora di cammino.
Arriviamo al tempio poco prima della chiusura: un magnifico complesso con pagoda, giardino e lunghe sale in legno. Riusciamo a visitarlo rapidamente, ma il poco tempo non rende giustizia alla bellezza del luogo.

Nota importante: Molti templi di Kyoto chiudono intorno alle 16:00–17:00.
Meglio organizzare le visite ai templi più lontani al mattino o subito dopo pranzo.

Terminata la visita prendiamo un autobus che ci porta direttamente alla stazione di Kyoto e da lì (ore 18.00) andiamo in hotel per il check in.
Usciamo per cercare qualcosa da mangiare e prendiamo la metro fino a Shijō Station. Facciamo un giretto per le vie della zona perchè nelle giornate che precedono il Festival Gion Matsuri del 17 luglio chiamate Yoiyama, lungo le vie del centro di Kyoto sono esposti i carri della sfilata. Purtroppo a causa di una leggera pioggia i carri sono parzialmente coperti da teli e comunque la polizia impedisce di sostare in prossimità dei carri anche solo per scattare una fotografia (la cosa ci sembra esagerata anche perchè non c’è grande affollamento). Nei pressi dei carri ci sono stand in cui vengono venduti amuleti come il Chimaki, un portafortuna tipico del festival fatto con foglie di bambù, che ha lo scopo di allontanare malattie e sventure.

Raggiungiamo Ponto-chō, una delle zone più pittoresche di Kyoto: una stretta via di sale da the e ristoranti esclusivi (con prezzi proibitivi) che costeggia il fiume Kamo. In una via parallela, proprio dietro il Pontocho Park, troviamo un bel locale in stile tradizionale alla nostra portata Iroha Karuta - Kiyamachi. Ci accomodiamo sui tipici tavoli giapponesi e ordiniamo del sushi e soba. Concludiamo la serata lungo il fiume assaporando un delizioso Taiyaki (il tipico dolce a forma di pesce) ripieno di panna e mango presso il Kyo ha Matcha de Kimeru un piccolo locale specializzato in dolci a base di matcha e nel quale ci ripromettiamo di tornare nei prossimi giorni.
Conclusa la serata torniamo in Hotel. Due parole sulla struttura: la posizione è strategica proprio di fronte alla stazione con stanze moderne e ottimi servizi: ghiaccioli e distributori di ghiaccio e di latte matcha gratuiti, lavanderia a gettoni, e in zona reception una serie di accessori tra cui cuscini di ogni tipo (con durezza e materiali diversi) spazzolini con setole più o meno dure, rasoi per la barba, ecc, ecc. il tutto gratuito.

Pubblicato da mbortol 15:03 Archiviato in Giappone Tag giappone_2025 Commenti (0)

Giorno 7- Kyoto:Kiyomizu-dera, Ryōzen Kannon, Kōdai-ji, Gion

15 luglio 2025 (Kyoto: Higashiyama • Kiyomizu-dera • Sannenzaka e Ninenzaka • Ryōzen Kannon • Kōdai-ji • Gion)


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Oggi abbiamo in programma la visita del quartiere di Higashiyama nella parte est della città, così alle 09 prendiamo il bus 207 fino alla fermata di Gojozaka e da lì risaliamo la collina lungo Gojo dori fino al grande portale a due piani Niomon che da accesso all’area sacra del tempio buddista di Kiyomizu-dera (http://www.kiyomizudera.or.jp/en/), patrimonio UNESCO.
Il complesso comprende più edifici, pagode e piccole sale sacre. Dopo aver attraversato un’area il cui soffitto è coperto da decine e decine di campanelli (furin) che tintinnano mossi dal vento per scacciare gli spiriti maligni,accediamo al pezzo forte del tempio: la grande terrazza panoramica in legno che si affaccia sulla città di Kyoto. In giapponese esiste un'espressione “saltare dalla veranda a Kiyomizu” che equivale al nostro “fare il grande passo” perchè in passato era tradizione che le persone esprimessero un desiderio e si gettassero dalla terrazza (alta 13 metri); se sopravvivevano il desiderio si sarebbe avverato. Oggi fortunatamente è vietato lanciarsi dalla terrazza e ci si limita ad ammirare il panorama.
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Accanto alla terrazza si trova il bastone di Benkei, una specie di spada di ferro pesante 90 chili; Benkei era un gigantesco guerriero della tradizione giapponese che si narra viaggiasse accompagnato da questo bastano che lasciò qui durante la visita al tempio i pellegrini sono invitati a cercare di sollevare il pesante bastone; ci abbiamo provato…inutilmente!

Superando un boschetto di ciliegi arriviamo alla piccola pagoda a tre piani Koyasu che avevamo visto emergere dal verde degli alberi dalla terrazza principale. Guardando l’edificio principale da questo punto di osservazione si nota molto bene la struttura di pilastri di legno che sostiene la terrazza del tempio: 168 colonne di legno di cipresso e di zelkova giapponese tutti incastrati senza l’uso di chiodi!!!

Proseguendo la strada incontriamo le cascate di Otowa che danno il nome al tempio: Kiyomizu-dera significa letteralmente “Tempio dell’acqua pura”.
Alcuni mestoli con un lungo bastone permettono di raccogliere e bere l’acqua da una delle tre fonti; in base alla fonte scelta si avrà fortuna in amore, successo a scuola o una lunga vita. Se però si beve da tutte e tre le fonti non si avranno gli effetti desiderati.
Dopo aver fatto la nostra scelta completiamo il percorso che ci riporta al portale di accesso e all’uscita dall’area sacra. Qui percorriamo qualche decina di metri su via Matsubara costeggiata da una miriade di negozietti di souvenir e svoltiamo a destra sulla via Sannenzaka. L’atmosfera cambia totalmente e al netto dei turisti sembra di essere tornati indietro nel tempo: tra edifici in legno che ospitano botteghe artigianali, sale da tè, piccoli ristoranti arriviamo alla Yasaka Pagoda (Hōkan-ji Temple), uno degli scorci più fotografati del Giappone.
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Nel frattempo si è fatto mezzogiorno quindi ci fermiamo per un rapido spuntino a base di gelato macha e mochi e poi torniamo sui nostri passi e prendiamo Ninenzaka l’altra famosa via storica del quartiere Percorsa la salita Daidokoro costeggiata da una piccola foresta di bambù troviamo l’ingresso del tempio Ryōzen Kannon (ingresso 300 yen - http://www.ryozen-kwannon.jp/). Superato il portale di accessola prima cosa che si nota è la grande statua di 24 m della dea Kannon che sovrasta il tempio. Dopo aver effettuato l’offerta con l’incenso visitiamo il tempio ed entriamo all’interno della grande statua dove in un’atmosfera mistica sono conservate altre piccole statue della divinità.
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Visitiamo poi l’adiacente tempio Kōdai-ji un complesso raffinato con giardini zen, laghetti e un piccolo bosco di bambù che, pur modesto, regala un’atmosfera magica..
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Da qui raggiungiamo Ishibe Kōji, una via storica tranquilla, quasi immutata da un secolo fino a raggiugnere il Parco Maruyama e al suo interno il Santuario di Yasaka.
SIamo fortunati poichè proprio quando arriviamo è in programma un evento correlato al festival Gion, la danza Shirabyōshi; dopo le presentazioni e l’inno del Giappone salgono sul palco le danzatrici vestite in abiti maschili con un abito bianco e rosso, un lungo cappello nero, la spada del samurai e un ventaglio. Le Shirabyōshi erano molto popolari nel XII secolo come intrattenitrici di corte e si caratterizzavano oltre che per la loro bellezza, per la loro istruzione e abilità nel canto, la danza e la poesia. https://youtu.be/FfOechmsE1s?si=_2buneNA19pwsmL7&t=383
Nel padiglione principale del santuario, ornato di lanterne bianche , sono esposti i mikoshi, i palanchi religiosi che verranno portati in processione la sera del 17 luglio.
Iniziamo ad attraversare il parco verso i templi Shōrenin e Chionin, ma il caldo opprimente e l’orario (sono già le 15.30 e quindi ci rimarrebbe poco tempo per le visite) ci fanno desistere; rientriamo quindi in hotel per rilassarci e rinfrescarci.

Usciamo per la cena e ci fermiamo in un ristorante all’interno della stazione di Kyoto dove mangiamo del ramen per poi spostarci nel quartiere di Gion.
Costeggiamo il Sherakawa Canal lungo una via molto caratteristica che ci ripromettiamo di visitare anche alla luce del giorno e percorriamo Hanamikoji-dori, strada che secondo le guide offre possibilità di avvistare le geisha, ma non abbiamo fortuna. Camminiamo fino al Santuario di Yasaka per ammirarlo alla luce delle lanterne e verso le 22.30 prendiamo l’autobus che ci riporta in hotel.

Pubblicato da mbortol 15:04 Archiviato in Giappone Tag giappone_2025 Commenti (0)

Giorno 8 - Kyoto:Fushimi Inari,Nishiki Market,Ginkaku-ji

16 luglio 2025 (Kyoto:Fushimi Inari • Nishiki Market • Ginkaku-ji • Sanjūsangen-dō)


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Il programma di oggi prevede la visita del Fushimi Inari, il famoso santuario con i tori rossi.
Verso le 08 prendiamo il treno della JR dalla Kyoto Station e in 10 minuti arriviamo alla stazione di Inari, che si trova proprio di fronte all’ingresso del santuario.
Superato il viale di accesso circondata da lanterne rosse superiamo il grande tori ed accediamo al santuario dedicato a Inari, la divinità scintoista del riso e della prosperità. All’ingresso siamo accolti da due grandi sculture di volpi, le messaggere di Inari, una con in bocca un gioiello simbolo di ricchezza e fortuna e l’altra le chiavi del granaio del riso, simbolo di prosperità e abbondanza . Dopo la sala principale del tempio dove vengono venduti i monili (ema) a forma di volpe e di tori rossi sui quali riportare le proprie preghiere, inizia il Senbon Torii, il Portale dei Mille Torii, costituito da una sequenza ininterrotta di portali rosso arancioni e neri. Le persone per far avverare i loro desideri donano un tori al santuario incidendovi il proprio nome. Il costo di un tori può variare dai 400.000 al milione di yen in base alla dimensione.
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Al termine della doppia galleria di tori si giunge al Okusha Hohaisho: sul retro di questo tempio si trocano delle lanterne di pietra (Omokaru Stone) sulle quali è posta una sfera di pietra (kuurin); secondo la tradizione bisogna esprimere un desiderio e poi sollevare la pietra: se la si sente leggera del previsto il desiderio si avvererà altrimenti no.

Continuiamo il percorso attraverso i tori che si inoltrano nel bosco con vari altari qui e là. Il sentiero prosegue in leggera discesa tra tori giganti e poi risale verso la cima del monte Inari; noi proseguiamo fino ad un laghetto e al successivo bivio giriamo a destra verso al cima e proseguiamo per qualche centinaio di metri e poi decidiamo di rientrare sui nostri passi visto che sono quasi le 10 e alle 11 il meteo prevede pioggia.
Nel rientrare alla base del santuario scegliamo un sentiero diverso da quello dell’andata che ci porta a scoprire altri piccoli templi sempre oranti da tori rossi e statue di volpi.

Rientrati al paese ci fermiamo tra i numerosi negozietti per acquistare qualche souvenir (rigorosamente a forma di volpe!) e poi riprendiamo la JR line verso la stazione di Kyoto
Con la metro ci spostiamo al Nishiti Market, una via coperta che è un continuo susseguirsi di negozi e bancarelle di cibo, dai dolci, al pesce fresco a piccoli ristorantini; ne approfittiamo e per pranzo assaggiamo degli ottimi gyoza, i ravioli al vapore ripieni saltati.

Dopo pranzo prendiamo l’autobus che ci porta verso il Ginkaku-ji conosciuto come “Tempio del Padiglione d'argento" che risale al 1482. Durante la nostra visita veniamo sorpresi da un acquazzone improvviso che rende ancora più suggestivo il giardino di sabbia e il laghetto circondato dal muschio.
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Questa ambientazione fa del Ginkaku-ji uno dei più bei templi di Kyoto.
Verso le 15 lasciamo il tempio e riprendiamo il bus. Non appena saliamo ricomincia a piovere molto intensamente in maniera insistente e le strade si trasformano in ruscelli con le persone che corrono a cercare riparo. Siamo tentati di rientrare in hotel, ma proprio in prossimità di una fermata del nostro autobus si trova un altro tempio che vorremmo visitare: il Sanjūsangen-dō.
L’edificio è costituito da una grande sala lunga 120 metri sostenuta da colonne di legno al cui interno troviamo una accanto all’altra 1001 statue di legno di cipresso ricoperte d’oro che rappresentano la dea della misericordia Kannon a grandezza naturale. Le statue apparente uguali, ma diverse nei dettagli sono ordinatamente disposte in 50 file mentre al centro della sala svetta una statua di oltre 3 metri sempre della stessa dea. Lo scenario è d’effetto, ma purtroppo non è possibile scattare fotografie all’interno dell’edificio.
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Al termine della visita (le 17 circa) scopriamo che ha smesso di piovere, decidiamo quindi di fare due passi nel quartiere di Gion (abbiamo letto che questa è l’ora migliore per poter vedere le geisha che si recano nelle case da tè)
Passeggiamo lungo la via principale del quartiere, Hanamikoji Street, una bella via che con le sue storiche case in legno (machiya) ci riporta indietro nel tempo; anche gli onnipresenti e antiestetici fili della luce sono stati rimossi da questa via. Torniamo nella vicina Sherakawa Canal dove eravamo passati ieri sera e alla luce del giorno la via che fiancheggia il canale si mostra in tutta la sua bellezza. Non abbiamo visto nessuna geisha ma è comunque valsa la pena fare una passeggiata nel quartiere.

Alle 18 prendiamo l’autobus che ci riporta all’hotel.

Anche questa sera per cena scegliamo uno dei ristoranti presenti all’interno della stazione e che avevamo adocchiato nei giorni scorsi perché propone un piatto tradizionale, il dashi chazuche. SI tratta di una ciotola di riso condita con vari condimenti sul quale si versa il dashi, un brodo di pesce. E’ un antico piatto povero che si consumava la sera utilizzando il riso cotto al mattino. Nella sua versione moderna è arricchito da numerosi condimenti come sottaceti (tsukemono, umeboshi), alghe nori (alghe) frutti di mare, uova di pesce, wasabi, ecc. Sul piatto infine si versano i fiocchi di bonito, noti anche come Katsuobushi: scaglie grattugiate di tonnetto striato (Katsuo) cotte, essiccate ed affumicate. Come in molti ristoranti giapponesi ceniamo seduti attorno alla cucina e possiamo così assistere alla preparazione del piatto.
A fine serata ci fermiamo fuori dalla stazione per vedere il piccolo spettacolo di fontane danzanti che viene proposto tutte le sere proprio davanti alle pensiline di partenza dei bus.

Pubblicato da mbortol 15:06 Archiviato in Giappone Tag giappone_2025 Commenti (0)

Giorno 9 - Kyoto: Gion festival

17 luglio 2025


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Oggi Kyoto celebra il suo evento più importante: il Gion Matsuri, festival che risale al IX secolo e che da allora rappresenta la resilienza della città contro epidemie, incendi e calamità.
L’evento principale del festival è la processione di carri (Yamaboko Junko) che si tiene la mattina del 17 luglio sulle vie Shijo, Kawaramachi e Oike.
Raggiungiamo quindi per le 9 l’incrocio tra Shio e Karasuma da dove parte la sfilata. Le strade sono molto affollate e transenne e poliziotti fanno la guardia impedendo l’accesso alle strade. Purtroppo come ampiamente previsto il meteo non è favorevole, anzi piove a dirotto e le previsioni non danno speranza per il resto della giornata. Forse proprio grazie alla pioggia battente riusciamo a trovare una buona posizione in prima fila (fuori dalla via coperta).
La sfilata prevede due tipologie di carri: 23 yama, più piccoli e mossi da una decina di persone, e 10 hoko, veri giganti alti 25 metri e pesanti fino a 12 tonnellate con ruote in legno del diametro di 2 metri e richiedono decine di uomini per essere trainati con due lunghe funi.
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Dopo poche decine di minuti i nostri ombrelli perdono l’impermeabilità e ci ritroviamo zuppi proprio come i figuranti che sfilano per la strada. Resistiamo per due ore fino alle 11 quando abbandoniamo la nostra postazione e ci rifugiamo nel vicino centro commerciale Hands per scaldarci ed asciugarci.

Ci fermiamo per pranzo nel vicino ristorante Ootoya dopodichè riattraversiamo il Nishiti Market e percorriamo Shijo dori per raggiungere la fermata dell’autobus, ma non prima di entrare alla Sanrio Gallery, un negozio interamente dedicato ad Hello Kitty.
Rientriamo in hotel per cambiarci e ci rilassiamo un po’.
La sera smette di piovere e ci dirigiamo verso il Santuario Yasaka, dove inizia la parte più spirituale del festival: la sfilata dei mikoshi, i palanchini sacri che rappresentano le divinità portate in processione.
Nonostante traffico e deviazioni arriviamo per le 18 nei pressi del santuario Yasaka, giusto in tempo per vedere l’inizio della sfilata aperta da un ragazzo dal volto truccato di bianco che rappresenta il messaggero degli dei. Il ragazzo secondo la tradizione non può mai mettere i piedi a terra dal 13 al 17 luglio e infatti sfila in sella a un cavallo.
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Dopo essere usciti dal santuario i mikoshi prendono strade diverse per purificare i vari quartieri e ritrovarsi verso le 21 al santuario Otabisho dove rimarranno per una settimana prima di fare ritorno al santuario Yasaka.

Grazie al meteo clemente e probabilmente a qualche bicchiere di sake l’atmosfera è molto più gioiosa e goliardica rispetto a questa mattina con canti e grida. Facendoci aiutare da qualche locale riusciamo ad individuare il tragitto dei baldacchini e decidiamo di anticiparne uno andandogli incontro per assistere a un nuovo passaggio. Siamo molto fortunati perché in una via secondaria (priva di spettatori) assistiamo a un momento particolarmente intimo quando uno dei mikoshi viene fermato in una via laterale per permettere ai portatori di riposare con fette d’anguria. Abbiamo così la possibilità di vedere da vicino tutti i protagonisti , scattare qualche foto e assistere alla ripartenza della sfilata proprio in mezzo ai portatori che dopo aver issato in spalla il baldacchino lo fanno oscillare avanti e indietro scandendo il coro "Hoit Hoit!".

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Li seguiamo fino al ponte sul fiume Kamo dove incrociamo altre processioni composte anche da ragazzini con piccoli carri.
Essendo in prossimità di Pontocho approfittiamo per fermarci a cena nel ristorante in cui eravamo stati la nostra prima sera a Kyoto, il Iroha Karuta - Kiyamachi.
Dopo cena andiamo a vedere la conclusione della sfilata, ma la folla e poliziotto che ci impediscono di fermarci ci fanno desistere e così ci consoliamo al Kyo ha Matcha de Kimeru dove riprendiamo i taiyaki al mango, ma questa volta non ci facciamo mancare un gelato al matcha che viene preparato sotto i nostri occhi a partire dalla polvere verde del tè matcha mescolata sapientemente con una piccola frusta in legno il chasen.
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Concludiamo così questa originale giornata dedicata al festival GIon Matsuri, prendiamo il bus e rientriamo in hotel.

Pubblicato da mbortol 17:09 Archiviato in Giappone Tag giappone_2025 Commenti (0)

Giorno 10 - Nara: Tōdai-ji, Nigatsu-dō, Kasuga Taisha

18 luglio 2025


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Alle 7 siamo in stazione per prendere il treno della JR per Nara capitale del Giappone dal 710 al 794 . Usciti sul piazzale della stazione prendiamo la via davanti a noi che conduce verso il parco.
Dopo un chilometro vediamo sulla sinistra una pagoda a tre piani ( sanjū-no-tō) del tempio di Kofukuji. Il complesso templare risale al 700 ed è composto da vari edifici alcuni dei quali nominati Tesoro Nazionale tra cui l'imponente pagoda a cinque piani alta 50 metri che però è in restauro.
Non appena entriamo nel parco siamo accolti dai celebri cervi locali, considerati messaggeri divini nella tradizione shintoista. Sono docili ma… persistenti: se intuiscono che abbiamo cibo si avvicinano senza timore. Uno dei cervi tenta addirittura di mangiare le fotocopie della nostra guida.
Trascorriamo un po' di tempo con i cervi e poi ci spostiamo verso il Tempio Kodai-ji , una delle strutture lignee più imponenti al mondo. All’interno si trova il gigantesco Daibutsu, la statua del Buddha Vairocana alta 16 metri e pesante oltre 500 tonnellate.
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Alla base di una delle imponenti colonne che sostengono l’edificio si trova un piccolo foro (la narice del buddha); secondo la tradizione, chi riesce a passarci attraverso otterrà l’illuminazione nella prossima vita.. Io e Nicola ci proviamo e allungando un braccio in avanti e uno indietro per ridurre la dimensione delle spalle riusciamo ad attraversare il foro.
Usciti dal tempio saliamo su una collinetta sulla cui sommità si trova il Todai-ji Shoro (torre della campana), tesoro nazionale che ospita una grande campana del peso 26.3 tons
Proseguendo oltre la collina saliamo una lunga scalinata che ci conduce alla terrazza panoramica del Nigatsu-do. In una stanza del tempio è possibile dissetarsi con del tè mentre si guarda un video sulla cerimonia del Omizutori, un rito che si compie ogni anno in questo sito che prevede l’accensione di gigantesche torce che vengono portate sul balcone del tempio.
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Scesa la scalinata passiamo accanto all’adiacente tempio Sangatsudo e proseguiamo lungo la strada in direzione sud fino a raggiungere alcuni edifici che ospitano negozi di souvenir e un ristorante dove ci fermiamo per pranzo. Il parco sul lato opposto della strada ospita numerose famigliole di cervi che rispondono agli inchini degli umani confidando in qualche biscotto.
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Proseguendo verso sud imbocchiamo una stradina che si addentra nel bosco tra piccoli templi come il grazioso Hitokotonushi Shrine fino al santuario shintoista Kasuga Taisha riconoscibile per le centinaia di lanterne in bronzo e pietra che costellano i percorsi. Gli edifici vermigli contrastano con il verde intenso del bosco e dei muschi: uno dei luoghi più eleganti di Nara.
Visitiamo il santuario circondati dai cervi e poi chiudiamo il percorso ad anello che ci riporta all’ingresso del parco.
Prima di tornare alla stazione ci fermiamo da Nakatanidō, celebre per i suoi mochi, dolci preparati con la farina di riso glutinoso, acqua e zucchero con una consistenza gommosa e appiccicosa.
Assistere alla preparazione è uno spettacolo unico: il “tsuki-te” colpisce l’impasto con un grosso martello di legno, mentre il suo collaboratore, il kaeshi-te, lo rigira in un ritmo perfettamente sincronizzato per evitare che le mani rimangano schiacciate dall’enorme martello.
I mochi appena preparati — ripieni di fagioli rossi e spolverati di nocciole — sono deliziosi.
Verso le 15.30 prendiamo il treno che ci riporta Kyoto.
Come ultima cena a Kyoto optiamo per i ravioli, assaggiando diverse varietà in un ristorante dedicato dentro la stazione.

Pubblicato da mbortol 17:28 Archiviato in Giappone Tag giappone_2025 Commenti (0)

Giorno 11 - Hiroshima, Miyajima

19 luglio 2025


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Partiamo all’alba da Kyoto ( treno Haruka delle 05.30) e raggiungiamo Shin-Osaka, dove depositiamo i bagagli in due coin lockers — fortunatamente gli ultimi disponibili.

Prendiamo lo Shinkansen e in circa un’ora e mezza arriviamo a Hiroshima.
Con l’autobus JR (appena fuori dalla stazione), raggiungiamo in pochi minuti il Castello di Hiroshima.
Poiché non abbiamo molto tempo ci limitiamo a fare il giro del fossato. Lungo il percorso si hanno alcuni scorci della struttura a 5 piani e appena superato il Gommon Bridge è possibile ammirare un Hibakujumoku, uno degli alberi sopravvissuti all’esplosione della bomba; nel caso specifico si tratta di un eucalipto che si trova a meno di 800 metri dall’ipocentro, una testimonianza della resilienza della vita.
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Riprendiamo il bus della JR fino al Museo della Pace (https://hpmmuseum.jp/) uno dei musei più intensi e importanti del Giappone.
Facciamo i biglietti e ritiriamo le audioguide e iniziamo la visita al museo che risulta piuttosto affollato. Nelle prime sale possiamo vedere una fotografia a 360 gradi della città scattata poco dopo l’esplosione dalla quale emerge la distruzione totale della città e un plastico che attraverso un video spiega gli effetti e la portata dell'esplosione.
Le sale successive entrano in una dimensione molto più intima con oggetti di vita quotidiana che riportano i segni dell’esplosione e attraverso l’audioguida ci viene raccontata la storia dei proprietari di quegli oggetti e dei loro familiari prima e dopo lo scoppio. Troviamo così abiti, tegole e bottiglie fuse dal calore, tralicci deformati, lettere, certificati medici e perfino l’ombra lasciata da un corpo sulle scale di un edificio. Le sale sono molto affollate e ci muoviamo lentamente in fila, ma tutto è avvolto in un rispettoso silenzio.
Nella seconda parte del museo sono invece esposti aspetti tecnici legati al progetto Manhattan, all’organizzazione del bombardamento e alcuni dati relativi alla proliferazione nucleare e agli accordi per limitarla.
Trascorriamo circa 2 ore e mezza all’interno del museo. Usciamo profondamente colpiti e ci spostiamo nell’adiacente Memorial park dove si trovano diversi monumenti come la Peace Flame che arde dal 1964 e il cenotafio dove sono riportati tutti i nomi delle vittime della bomba. In fondo al parco, nei pressi del ponte si trova poi l’Atomic Bomb Dome, edificio simbolo di Hiroshima che nonostante la vicinanza all’epicentro dell’esplosione è parzialmente sopravvissuto grazie al fatto che era costruito in cemento armato. A un centinaio di metri dall’edificio, infatti troviamo la targa che indica il punto preciso sotto cui, a 150 metri d’altezza, esplose la bomba il 6 agosto 1945.

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Sono ormai le 14.30 e cominciamo ad avere un po’ di fame. Prendiamo l'autobus verde della JR fino a Namiki-dori e in pochi minuti arriviamo a okonomimura dove avevamo letto si può assaporare il piatto tipico di Hiroshima , l’Hiroshimayaki.
Inizialmente rimaniamo un po’ spiazzati poiché l’edificio è piuttosto anonimo e per accedere ci sono due ascensori che portano ai 4 piani ognuno dei quali all’interno di un open space presenta una serie di piccoli ristoranti in stile giapponese, ovvero una grande piastra su cui vengono cucinate le pietanze circondata dalle sedie per i commensali.
Visto che siamo affamati ordiniamo 3 Hiroshima Yaki e ci godiamo la preparazione del piatto: si parte con una crepe alla quale vengono via via aggiunti cavolo, germogli di soia, qualche fetta di maiale, noodles soba o udon, un uovo fritto e salsa okonomiyaki ,il l tutto guarnito con fiocchi di alghe secche. Mano a mano che la preparazione del piatto procede ci pentiamo di averne presi tre, forse 2 erano più che sufficienti!!! In realtà mangiamo il tutto con grande piacere e appesantiti torniamo sui nostri passi tra il caldo opprimente della città e prendiamo l'autobus che ci riporta alla stazione.

VIsto che abbiamo un po’ di tempo visitiamo anche il Pokémon Center che si trova all’interno della stazione prima di prendere il treno che in una mezz'oretta ci porta a Miyajimaguchi Station da dove partono i traghetti per l’isola di Miyajima.
Paghiamo la tassa di accesso all’isola (100 yen a testa) e ci imbarchiamo sul traghetto (il costo del biglietto è compreso nel JR Pass). Il viaggio dura pochi minuti e durante l’attraversamento vediamo il grande torii del Santuario di Itsukushima emergere dall’acqua e alle 17.30 attracchiamo al pontile dell’isola dove incrociamo centinaia di turisti in coda per tornare sulla terraferma. Questo ci fa pensare di aver fatto la scelta giusta nello scegliere di pernottare sull’isola poichè avremmo la possibilità di muoverci in tranquillità al di fuori del periodo di massima affluenza.
Lasciamo i bagagli all’hotel (Sakuraya) e accompagnati da alcuni cervi percorriamo il lungomare fino di fronte al torii dove scattiamo qualche fotografia. Tornando verso l’hotel cerchiamo un posto dove mangiare, ma è praticamente tutto chiuso (daltronde siamo rimasti in pochi sull’isola). Visto che siamo ancora appesantiti dal pranzo ci fermiamo a prendere degli snack al Lawson.
Ormai si è fatto buio e rientriamo in hotel anche perchè siamo un po’ stanchi; meditiamo sul fare un salto all’onsen (sorgente termale) presente all’interno della struttura, ma la signora alla reception ci raccomanda di tornare al Torii visto che la marea e l’ideale per raggiungerlo a piedi. Le diciamo che avremmo voluto farlo l’indomani mattina, ma ci fa notare che solo in questo momento potremmo goderci lo spettacolo tutto per noi perchè la mattina i traghetti avrebbero fatto affluire sull’isola una folla di turisti essendo domenica e in più la bassa marea del mattina avrebbe reso meno affascinante la passeggiata. Convinti!
Torniamo al Torii, ci togliamo le scarpe e nel buio e accompagnati solo dal rumore delle onde attraversiamo il tratto di mare con l’acqua al ginocchio fino a raggiungere la base del portale illuminato.
Rientriamo in hotel a mezzanotte passata, stanchi ma soddisfatti dell’uscita.

Pubblicato da mbortol 17:38 Archiviato in Giappone Tag giappone_2025 Commenti (0)

Giorno 12 - Miyajima, Himeji, Osaka

20 luglio 2025


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Dopo aver fatto colazione, memori di quanto ci ha detto ieri sera la receptionist, usciamo dall'hotel prima delle 8 cercando di anticipare i turisti che arriveranno sull'isola con i traghetti.
Ripassiamo dal grande Tori che emerge quasi completamente per la bassa marea e entriamo al Santuario di Itsukushima la struttura tutta su palafitte che occupa la baia di fronte al grande Torii.
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Completata la visita risaliamo la strada che porta al Monte Misen e ci fermiamo al tempio Daisho-in. Superato il portale di accesso (Porta di Niomon) ai cui lati sono poste due grandi statue Nio a protezione dell’area sacra, troviamo una scalinata che conduce alla piazza principale; in alternativa è possibile seguire un sentiero circondata da centinaia di statue di Rakan (i discepoli di Buddha) con il caratteristici berrettini di lana rossa. Troviamo numerosi edifici sparsi nella foresta e vuoi perchè siamo da soli vuoi la natura in cui è immerso rendono questo tempio uno dei più belli che abbiamo visto. In particolare ci ha colpito la grande campana, la Grotta di Henjokutsu, una stanza illuminata da decine di lanterne gialle appese al soffitto, i sentieri nel bel giardino e l’edificio principale all’interno o meglio dire al di sotto del quale abbiamo avuto modo di svolgere un’esperienza caratteristica. Scesi alcuni gradini al di sotto della stanza principale del tempio di ci siamo ritrovati in un corridoio completamente buio dove si riusciva a muoversi molto lentamente tastando le pareti; di tanto in tanto delle piccole statuette illuminate molto debolmente rischiarano il percorso fino a riemergere alla luce del giorno completando così il cammino iniziatico collegato alla dottrina Shingon Mikkyō che rappresenta la discesa nell’oscurità dell'ignoranza e il viaggio di purificazione verso l’illuminazione.

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Abbiamo trascorso un po’ di tempo in questo bellissimo tempio e così verso le dieci scendiamo le scale che portano all’uscita facendo ruotare le ruote cilindriche dorate contenenti il Sutra del Cuore e facciamo ritorno all’hotel giusto in tempo per l'orario del check out; una rapida colazione in camera con i ryokan kimono e ci dirigiamo al molo per prendere il traghetto, mentre folle di turisti cominciano ad invadere l’isola.

Inizialmente avevamo previsto di passare la giornata sull’isola e di salire sul monte Misen e rientrare in serata a Osaka, ma visto che lungo la strada si trova il castello di Himeji abbiamo cambiato programma e deciso di inserirlo nel nostro programma.
Seppur breve la visita dell’isola è stata molto piacevole complice la scelta di pernottarvi che ci ha permesso di visitare i templi quasi in perfetta solitudine.

Note:
Pernottare sull'isola permette di godere Miyajima senza la folla delle escursioni giornaliere.
Verificare gli orari di alta/bassa marea per programmare foto e passeggiate al Torii

Sbarcati sulla terraferma prendiamo il treno per Hiroshima dove facciamo il biglietto dello shinkansen per Himeji (compreso nel pass). Arriviamo a Himeji per l’ora di pranzo e ci fermiamo in stazione a mangiare un piatto di soba e onigiri e tofu fritto.

Appena usciamo dalla stazione, il castello di Himeji appare maestoso in fondo al viale principale.
La struttura bianca e armoniosa spicca contro il cielo, ed è impossibile non restarne colpiti.

Percorriamo la via fermandoci di tanto in tanto per scattare qualche foto, in particolare approfittiamo della terrazza della stazione e del Egret Himeji Observation Deck che si trova al 5 piano di un edificio accessibile gratuitamente proprio di fronte al castello.
Una breve deviazione al Shiromidai Park ci permette di scattare una foto al castello incorniciato da due shachihoko, le statue con il corpo di pesce e la testa di leone che ornano il tetto del castello.
Entriamo nell’area del castello e facciamo i biglietti e dopo esserci tolti le scarpe per non danneggiarne gli interni, risaliamo i 5 piani ripercorrendo la storia dell'edificio, uno dei castelli più famosi del Giappone, tesoro nazionale e patrimonio UNESCO. Il castello, completato nel 1609 è sopravvissuto agli incendi e ai bomardamenti della guerra per giungere fino a noi col suo bianco candore che gli è valso il soprannome di airone bianco. Come gran parte dei castelli giapponesi è privo di arredi per cui risulta piuttosto spoglio rispetto agli standard europei, ma comunque interessante per la sua struttura multipiano in legno.

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Passiamo un paio d’ore all’interno del castello prima di tornare in stazione e prendere lo Shinkansen per Osaka.
Arrivati in stazione nel tardo pomeriggio recuperiamo le valigie e prendiamo la metro fino a Shin-Imamiya dove ci aspetta il proprietario dell’appartamento SECRET BASE Shin-Imamiya dove trascorreremo due notti. Usciti dalla stazione notiamo subito il grattacielo Abeno Harukas che con i suoi 300 metri era fino a pochi anni fa l’edificio più alto del Giappone.
L’appartamento in stile giapponese è confortevole con 2 stanze e un’area cucina. Lasciamo i bagagli e andiamo a cercare qualcosa da mangiare nel vicino quartiere di Shinsekai (Nuovo mondo), un’area dall’aspetto retrò ricca di ristoranti e grandi insegne colorate che ci riportano agli anni 20 delle capitali europee. Simbolo del quartiere è la Tsūtenkaku una torre alta cento metri che la sera è tutta illuminata.
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Ceniamo in un locale (APPARE) specializzato in takoyaki, serviti bollenti e appena preparati.
Rientriamo soddisfatti: Osaka ci colpisce subito per il suo spirito vivace e meno “ordinato” rispetto a Kyoto e Tokyo.

Pubblicato da mbortol 17:40 Archiviato in Giappone Tag giappone_2025 Commenti (0)

Giorno 13 - Castello di Osaka, Umeda Sky Building, Dōtonbori

21 luglio 2025


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Sveglia alle 07.30. Avendo ancora il nostro pass attivo utilizziamo la JR Loop Line per andare al Castello di Osaka. Scendiamo alla stazione Morinomiya e in circa 15 minuti attraverso il parco, superiamo il fossato e raggiungiamo l'ingresso del castello. (1200 yen/ adulti 600 yen studenti)
Al primo piano ritiriamo l'audioguida gratuita (in inglese) e ci sediamo nella sala dove vengono proiettati 5 filmati di circa 5 minuti l'uno (sottotitoli in inglese) che ripercorrono la storia del castello (tecniche costruttive) e del suo fondatore Toyotomi Hideyoshi che contribuì con una serie di guerre contro gli altri daimyo (signori feudali) alla riunificazione del paese nel 1600.
Il castello originale edificato tra il 1583 e il 1597 è andato completamente distrutto nella Battaglia d’Estate (1615) a seguito della quale Tokugawa Ieyasu sconfisse il suo avversario e diede il via alla lunga dinastia dei Tokugawa che si protrasse per 250 anni. Ieyasu ricostruì il castello (seppur in una versione un po’ più piccola) che però fu più volte ricostruito a causa dei numerosi incendi che lo colpirono. Venne ricostruito nel 1930 in cemento mantenendo però l’aspetto esteriore originale. A differenza del castello di Himeji quindi la visita all’interno non è significativa per la struttura, ma lo è per il bel museo che vi è ospitato.
I piani superiori del museo illustrano con pannelli e artefatti la storia del Giappone feudale, i contatti con le culture straniere nel 1600 e la vita di Hideyoshi: Particolarmente significativo i il dipinto di 8 metri della Battaglia d’Estate di Osaka realizzato proprio durante la battaglia. Il dipinto estremamente dettagliato (raffigura il castello e più di 5000 persone) è accompagnato da numerose didascalia e diorama che ripercorrono le vicende che coinvolsero 400.000 samurai nell’epica battaglia che portò alla distruzione del castello
Dall'ultimo piano è possibile ammirare Osaka e il suo skyline a 360 gradi

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Tornati nel parco andiamo al piccolo stagno del giardino giapponese poco fuori l'ingresso e poi usciamo all'esterno del fossato attraverso il Gokuraku-bashi Bridge e svoltando a sinistra troviamo dei bei punti in cui vedere il castello è le sue mura di sostegno.
Tornati sui nostri passi riprendiamo la metro fino a Osaka station. Usciti dalla stazione siamo circondati da alti grattacieli di Umeda e cerchiamo a fatica di orientarci per dirigerci verso l’ Umeda Sky Building. Fa molto caldo e lungo la strada in prossimità del grattacielo ci fermiamo presso una food court per pranzo.
Riprese le energie e rinfrescati raggiungiamo la base del palazzo per ammirare la sua struttura avveniristica.
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Il caldo non dà tregua e dopo essere tornati alla stazione ci rifugiamo al vicino Daimaru Umeda Store dove al 13 piano troviamo il Nintendo e Pokemon store.
Utilizzando le passerelle che collegano i diversi centri commerciali arriviamo alla base del Hep Five per vedere l'edificio famoso per la sua grande ruota panoramica sul tetto.

Tornati in stazione prendiamo la metro fino a Namba.
In un quarto d'ora a piedi raggiungiamo Nipponbashi Denden Town l'area dedicata a anime e manga in cui si concentrano i maid cafe e numerosi negozi. Nicola prende il controllo della situazione: i negozi sono ben assortiti e con nostra sorpresa troviamo prezzi Concludiamo la giornata a Dōtonbori, il canale attorno al quale si concentra la vita delle notti di Osaka. C'è parecchia gente, ma percorrendo le rive del canale illuminate dalle lanterne raggiungiamo i punti iconici del quartiere: il ponte Ebisu, l'insegna dell'uomo che corre (Glico Sign Dotonbori), il Don Quijote con la sua ruota panoramica ellittica sulla facciata e le numerose e gigantesche insegne luminose dei locali come il granchio gigante del Kani Doraku. Ci fermiamo su dei tavolini a lato canale e prendiamo i tipici piatti dello street food di Osaka: Okonomiyaki e Takoyaki osserviamo le barche illuminate che passano tra i riflessi colorati dei neon.
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Rientriamo a piedi verso il nostro alloggio, stanchi ma completamente immersi nello spirito energico di Osaka.

Pubblicato da mbortol 17:43 Archiviato in Giappone Tag giappone_2025 Commenti (0)

Giorno 14 - Ishigaki: Kannonzaki Lighthouse, Nagura Ampal

22 luglio 2025


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Prendiamo il treno Rapid a della Kanai delle 06.32 per il quale avevamo riservato i posti online dall'Italia che in mezz'ora ci porta all'aeroporto del Kansai dove alle 09.30 prendiamo il volo della ANA per Ishigaki dove trascorreremo alcuni giorni
Dopo il Giappone urbano, storico e culturale, Ishigaki ci porta in un mondo completamente diverso: spiagge tropicali, barriere coralline, foreste di palme, fari isolati e un ritmo lento che invita alla contemplazione.
Ishigaki fa parte delle isole Yaeyama, nel sud-estremo del Giappone, più vicine a Taiwan che a Tokyo.
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Appena atterrati aspettiamo il furgone che ci porta all’autonoleggio dove sbrighiamo rapidamente le pratiche e ritiriamo la nostra Toyota. Tempo di riprendere confidenza con la guida a sinistra e ci dirigiamo a sud verso la cittadina di Ishigaki.
Ci fermiamo a pranzo al KFC locale (le alternative aperte sono poche a quell'ora), facciamo provviste al supermercato e raggiungiamo il nostro alloggio Claska Ishigaki, un appartamento moderno su due livelli dotato di cucina.
Lasciate le valigie non perdiamo tempo e andiamo subito ad esplorare i dintorni. Ci fermiamo al piccolo faro di Kannonzaki costruito durante l’occupazione americana; la costa qui è selvaggia, piena di piante di pandanus che crescono a ridosso degli scogli.Non è un luogo turistico, ma trasmette subito l’atmosfera remota delle isole Yaeyama.
Ci spostiamo verso nord lunga la costa fino ad un ponte sulla foce del Nagura River. Lasciamo la macchina nel piccolo parcheggio e attraverso un sentiero a lato strada scendiamo sulla piana di marea di Nagura Ampal, un’area protetta nella quale grazie alla bassa marea possiamo osservare una miriade di granchietti e paguri.
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Ormai inizia a farsi buio, rientriamo quindi su Ishigaki per la cena.
Scopriamo che trovare parcheggio a Ishigaki è quasi impossibile, non esistono parcheggi pubblici e quasi tutti gli spazi lungo le strade sono privati. Ci infiliamo nell’unico posto libero in un parcheggio che chiude alle 21; parliamo con il gestore che ci raccomanda di rientrare per quell'ora, ma appena paghiamo chiude e se ne va, quindi immaginiamo che anche fse facessimo un po’ di ritardo non troveremo nessuno a rimproverarci. Ci dirigiamo verso le vie del mercato coperto e scopriamo che è tutto chiuso! Non solo i banchi del mercato e i negozietti, ma anche i ristoranti. Siamo molto sorpresi perché di solito le città di mare prendono vita proprio la sera quando la gente rientra dalle spiagge. Ci buttiamo nel primo ristorante aperto che troviamo e siamo fortunati: mangiamo dei buonissimi piatti: spaghetti al nero di seppia e il piatto simbolo di Okinawa, il goya champuru (tradotto “miscuglio”) a base di goya (melone amaro), tofu uova e carne Spam.
Manteniamo fede alla nostra promessa e poco dopo le nove recuperiamo la macchina e lasciamo la cittadina semideserta per tornare in appartamento.

A Ishigaki l’auto è Indispensabile per esplorare l’isola: i trasporti pubblici sono rari.
Orari ristoranti: Molti locali chiudono presto. Meglio pianificare la cena per tempo.

Pubblicato da mbortol 17:52 Archiviato in Giappone Tag giappone_2025 Commenti (0)

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