Giorno 9: Krafla
15 luglio 2016
15.07.2016 - 15.07.2016
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Islanda 2016
sulla mappa di viaggio di mbortol.
Questa mattina torniamo alla normalità, nel senso che il cielo è nuovamente nuvoloso e la temperatura si aggira attorno ai 9 gradi.
Il programma di oggi prevede la visita dell’area vulcanica del Krafla, ma prima vogliamo visitare un paio di punti lungo il lago Myvatn che non siamo riusciti a vedere ieri: prima tappa il cratere Hverfjall nei pressi della sponda orientale del lago.
Il cratere si è formato circa 2700 anni fa, ha un’altezza di 463m e un diametro di un chilometro ed è composto di tefrite. Un ripido sentiero parte dal parcheggio posto al termine dello sterrato 8816 e consente di raggiungere il bordo del cratere e di percorrerne tutto il bordo.
Il vento è talmente forte che fatichiamo a salire sul cratere e quando arriviamo in cima la situazione sembra quasi peggiorare, infatti facciamo fatica a mantenere la posizione eretta. Percorriamo comunque un tratto lungo il bordo del cratere per ammirarlo da diverse prospettive prima di ridiscendere.
Ritornati sulla strada principale dopo pochi minuti troviamo la deviazione (sterrato 860) che ci porta a Grjotagja una grotta lavica al cui interno si trova un piccolo lago. In passato la grotta veniva usata per la balneazione, ma a seguito dell’eruzione dal 1975 al 1984 del vicino Krafla la temperatura dell’acqua è salita sopra i 50 gradi rendendo impossibile farci il bagno. La grotta presenta due comodi ingressi e qui sono state girate alcune scene della serie TV “Il trono di spade” (nell’episodio 5 della stagione 3 proprio qui scoppia la passione tra John Snow e Ygritte)
Dopo il parcheggio di Grjotagja la strada è nuovamente asfaltata e si ricongiunge alla strada principale nei pressi dell’area geotermale di Bjarnarflag che abbiamo visitato ieri. Proseguiamo in direzione Est sulla 1 e poco dopo l’area di Hverir sulla sinistra troviamo la deviazione per Krafla.
Qualche centinaio di metri dopo l’incrocio sulla destra si può notare una curiosa doccia nel nulla dalla quale esce acqua calda.
Dopo pochi chilometri una colonna di vapore ci annuncia la centrale geotermica di Krafla (http://www.landsvirkjun.com/Company/PowerStations/KraflaPowerStation). Ci fermiamo al visitor center (ingresso gratuito) dove alcuni pannelli, modellini e un filmato ci informano sull’impiego dell’energia geotermica per la produzione di elettricità e acqua calda per riscaldamento e sulla storia della centrale, costruita proprio durante l’ultima eruzione del Krafla. Superati i tubi di alimentazione della centrale che formano una U rovesciata proprio sopra la strada ci dirigiamo al Cratere Viti. Dal parcheggio un sentiero ci conduce in pochi minuti sul bordo del cratere superando una variopinta fumarola. Il vento è molto forte e rende difficile il cammino, ma non ci impedisce di ammirare il bel lago azzurro all’interno del cratere del diametro di circa 300m.
Inizia a piovere e Laura e Nicola decidono di tornare alla macchina mentre io completo di corsa il perimetro del cratere passando per un bel prato di cotone artico (Eriophorum angustifolium); la vista migliore è comunque quella che si gode dal punto in cui il sentiero raggiunge la sommità.
Visto il tempo mangiamo all’interno dell’automobile in attesa dell’evoluzione meteorologica. Nella piena tradizione islandese dopo un quarto d’ora smette di piovere, così, nonostante il forte vento che continua a sferzare tutta l’area, ci spostiamo di poche centinaia di metri e decidiamo di percorrere il sentiero di Leirhnjukur. Dal parcheggio il sentiero si inoltra in un’area formata da cuscinetti di lava e poi attraverso una passerella in legno sale tra le colate laviche affiancato da fumarole fino un piccolo laghetto di acqua fumante. Di qui è possibile proseguire nell’anello che riporta al parcheggio o prendere una deviazione che allunga un po’ la strada ma che consente di attraversare altre belle colate con bocche fumanti fino a giungere al piccolo cratere Hófur. Tutta l’area è molto attiva dato che a 3 km di profondità si trova una camera magmatica che ha dato luogo a diverse eruzioni: nel 1724 quella che ha dato origine al cratere Viti chiamata fuochi del Myvatn, nel 1729 quando una colata fuoriuscì dal monte Leirhnjukur e giunse fino al lago Myvatned fino alla più recente ricordata con il nome di fuochi del Krafla che proseguì ininterrottamente per 9 anni dal 1975 al 1984.. Percorrendo il sentiero è facile distinguere le diverse colate che si sono susseguite nel tempo con quelle più scure che risalgono all’ultima eruzione.
Il paesaggio è davvero lunare e proprio qui l’equipaggio dell’Apollo 11 si è addestrato per le passeggiate lunari.
Il percorso ad anello (compreso di deviazione al cratere Hófur) dura circa 2 ore ma ne vale sicuramente la pena. Nonostante il forte vento rimarrà uno dei più bei ricordi dell’Islanda.Egilstadire
Ripresa la macchina ci dirigiamo a Egilstadir a circa 160 km dove passeremo la notte. Questa strada attraversa zone completamente disabitate e ci godiamo il panorama con tranquillità visto che per la prima volta arriveremo al nostro alloggio a un’ora decente. In realtà a poco più di un’ora da Egilstadir troviamo una roulotte rovesciata a causa del forte vento che occupa completamente la sede stradale. Studiamo per un po’ la possibilità di scendere dal piano stradale che in questo posto era rialzato per risalire dopo la roulotte, ma desistiamo così come altri mezzi giunti sul posto. Aspettiamo quindi l’arrivo dei soccorsi per più di un’ora perdendo così il nostro anticipo sulla tabella di marcia.
Arriviamo infine al Lyngás Guesthouse di Egilstadire, un’ottima struttura arredata in stile moderno con camere molto ampie (5 letti) grade cucina in comune, ampia sala da pranzo, con bagni in comune molto puliti. Probabilmente la miglior struttura incontrata. Prepariamo la cena e poi tutti a dormire dopo un’altra lunga ma bella giornata.