Meru Betiri National Park - Bali
Giorno 9 - 15 luglio 2024
15.07.2024 - 15.07.2024
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Indonesia 2024
sulla mappa di viaggio di mbortol.
Stamattina sveglia alle 05 e partenza con la jeep verso la spiaggia per il rilascio dei piccoli di tartaruga.
Giunti in spiaggia il ranger ci consegna un secchio con una ventina di piccoli di tartaruga verde e ci spiega come prendere in mano i piccoli tartarughini e ci raccomanda di non toccarli dopo il rilascio, nemmeno se si fermano prima di raggiungere il mare; in questa fase infatti i piccoli memorizzano l’ambiente poichè le femmine da adulte torneranno in questa spiaggia per deporre a loro volta le uova.
Sulle piante alle nostre spalle notiamo un paio di aquile pescatrici e possiamo immaginare che in nostra assenza avrebbero avuto la colazione assicurata a base di tenera carne di tartaruga.
I piccoli che appena rilasciati si sforzano di raggiungere l’oceano, ma alcuni di loro vengono travolti dalle onde e rispediti sulla spiaggia da dove devono ripartire per raggiungere l’agognata meta. Il movimento delle piccole tartarughe è buffo e noi ci divertiamo a rilasciarle a piccoli gruppi per vederle fare a gara nella corsa verso l’acqua.
Dopo aver rilasciato tutti i piccoli diamo un’occhiata alla spiaggia che alla luce del giorno appare ancora più maestosa con le sue grandi onde oceaniche. Notiamo le impronte lasciate dalle tartarughe più grandi che hanno deposto le uova durante la notte; risaliamo alle impronte della tartaruga che abbiamo visto ieri sera e anche a quelle della tartaruga che avevamo visto uscire dall’acqua. In questo caso le impronte dopo poche decine di metri tornano sui loro passi per fare ritorno in mare molto probabilmente perché la tartaruga è stata disturbata dalla nostra presenza. Il ranger ci spiega che non c’è da preoccuparsi infatti le tartarughe tornano nei giorni successivi per completare l’opera.
In un altro caso però le cose non sono andate così bene: seguendo un’altra serie di impronte arriviamo ad un nido che è stato depredato. Il nido è distrutto e tutto intorno notiamo i resti delle uova mangiate probabilmente da un cinghiale. Grazie all’intervento dei ranger le uova della “nostra” tartaruga sono ora al sicuro e non rischiano di fare la stessa fine.
Prima di lasciare la spiaggia aiutiamo il ranger a mettere a dimora alcune piante di Pandanus che serviranno a proteggere la spiaggia dalle mareggiate e offriranno rifugio agli animali.Alcune varieta di pandanus vengono usate anche nella cucina indonesiana.
Ritornati alla stazione dei ranger facciamo visita alla nursery dove possiamo vedere decine di piccoli recinti all’interno dei quali sono sotterrate le uova raccolte negli ultimi due mesi. Vediamo uova di tartarughe verdi (Chelonia mydas), tartarughe olivacee (Lepidochelys olivacea) e tartarughe embricate (Eretmochelys imbricata) e ci dicono che in passato nidificano in questa spiaggia anche la rare e giganti tartarughe liuto (Dermochelys coriacea)
Individuiamo anche il recinto con l’etichetta “14 luglio, numero uova:159” risultato della nostra raccolta.
Alle 07 risaliamo sulla jeep e nel fare ritorno all’alloggio per recuperare le valigie possiamo osservare numerosi alberi della gomma (con le loro ciotoline di legno appese) e anche alcuni uccelli variopinti: un Gruccione testacastana (Merops leschenaulti) e alcuni Martin pescatore di Giava (Halcyon cyanoventris)
Mentre gli altri fanno colazione la nostra guida ci invita a risalire sulla jeep; un po’ ci dispiace perché avremmo volentieri mangiato qualcosa anche noi. Dopo pochi minuti però accostiamo sulle sponde di un fiume e l’autista e la guida ci preparano un’ottima colazione a base di frutta che ci godiamo comodamente seduti su delle sedie da campeggio circondati dalla foresta accanto al fiume mentre da un albero in lontananza fa capolino un Gallo di Giava e un piccolo gruppi di Buceri crespati (Rhyticeros undulatus) con il loro enorme becco sorvolano rumorosamente le nostre teste…quale miglior modo per iniziare la giornata.
Risaliamo sulla jeep (letteralmente nel senso che saliamo sul tetto) e dopo aver guadato un paio di corsi d’acqua riprendiamo la strada del ritorno. Poco prima di uscire dal parco ci fermiamo su un belvedere da cui si può ammirare la green bay.
Prima di finire il nostro tour facciamo un’ultima sosta a un piccolo centro artigianale di produzione dello zucchero di palma (gula jawa). Qui abbiamo la possibilità di osservare tutte le fasi: dalla raccolta della linfa dalla palma, alla bollitura della linfa fino ad ottenere uno sciroppo denso di color bruno che viene poi raffreddato in panetti di zucchero. Le palme utilizzate per la produzione di zucchero non possono essere utilizzate anche per i cocchi.
A mezzogiorno salutiamo guida e autista che sono stati veramente simpatici e gentili e ci spostiamo su un’altra autovettura che di porta in poco più do due ore a Ketapang dove alle 15 prendiamo il traghetto per il trasferimento a Bali.
Sbarcati a Gilimanuk troviamo un’auto ad attenderci. Abbiamo prenotato il transfer dall’Italia perché la strada per Ubud è piuttosto lunga e non volevamo rischiare di non trovare un mezzo rapidamente. Avevamo inoltre concordato una sosta lunga il trasferimento al tempio di Ulun Danu Bratan, ma siamo in ritardo di 3 ore rispetto alla tabella di marcia per cui optiamo per andare direttamente ad Ubud. Appena lasciato il porto incontriamo numerosi branchi di macachi lungo la strada.
Il trasferimento è un po’ da incubo: più di tre ore e mezza per percorrere 130 chilometri in mezzo a traffico di camion e motorini con il nostro autista che ha cercato di infrangere tutte le regole della strada: sorpassi su dossi, in curve cieche, in centri abitati, ecc. Abbiamo realizzato il motivo per cui tutti sconsigliano di noleggiare un’auto in Indonesia!
Arriviamo alle 19.30 al Gusti Homestay; usciamo per un gelato e poi andiamo a dormire per recuperare un po’ di sonno arretrato.