Giorno 5: fiordi occidentali
11 luglio 2016
11.07.2016 - 11.07.2016
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Islanda 2016
sulla mappa di viaggio di mbortol.
La giornata di oggi prevede parecchi chilometri di panorami tra i fiordi, ma al nostro risveglio troviamo cielo grigio, pioggia e una temperatura di 9 gradi.
Visto il meteo che rovinerà in parte i panorami decidiamo di integrare la giornata con la visita a un museo. Siamo in dubbio tra il museo marittimo di Isafjordur, il centro di ricerca sulla volpe artica e il museo all’aperto della pesca di Osvor (http://www.osvor.is/); lasciamo la scelta a nostro figlio Nicola che opta per quest’ultimo così alle 09 lasciamo la guesthouse e ci dirigiamo al museo posto proprio al termine del tunnel che da Isafjordur conduce a Bolungarvik. Facciamo i biglietti (950 ISK gli adulti, bambini gratuiti) e attendiamo che il curatore del museo e nostra guida finisca di indossare la sua “divisa” costituita dall’abbigliamento utilizzato dai pescatori del XIX secolo ovvero giacca, pantaloni e copriscarpe di pelle d’agnello e guanti con doppio pollice che possono essere indossati in entrambi i versi. Visitiamo la ricostruzione delle case con tetto in torba in cui risiedevano i pescatori contenenti gli arredi e gli strumenti originali, una vecchia barca per la pesca e un essicatoio per i pesci, sempre accompagnati dall’inquietante ma simpatica presenza della nostra guida pescatore che con poche parole in un misto inglese/islandese ci racconta la vita dei pescatori nel Novecento e la funzione degli strumenti di lavoro. Dopo qualche minuto si unisce a noi una comitiva di austriaci con una guida che traduce i monosillabi del nostro pescatore in lunghi discorsi in tedesco.
Finita la visita scattiamo qualche foto al vicino faro di Bolungarvik circondato da piante di lupini.
I lupini (Lupinus nootkatensis) sono una leguminosa originaria del Nord America con fiori viola onnipresenti in Islanda lungo i bordi delle strade e nei prati. La pianta è stata introdotta nell’isola nel XX sec. per combattere l’erosione grazie alla sua funzione di fertilizzazione del terreno che consente l’attecchimento di nuove specie vegetali alle brulle colline islandesi.
Ripercorriamo il tunnel e ci fermiamo nuovamente a Isafjordur per fare benzina e per vedere il monumento ai marinai e l’arco in osso di balena nel piccolo parco cittadino.

Alle 11.30 prendiamo la 61 e iniziamo a percorrere i numerosi fiordi che contraddistinguono questa costa.
Giunti all’imbocco del Skotufjordur ( 65°59'42.47"N 22°49'8.31"O qualche centinaio di metri a nord del Litbaer Cafe), la nostra attenzione viene attratta da una piccola colonia di foche con una decina di individui sdraiati sugli scogli proprio a fianco della strada. Lasciamo la macchina a bordo strada e saltelliamo tra gli scogli e le alghe per avvicinarci il più possibile alle foche; trascorriamo mezz'ora scattando foto e ammirando i simpatici animali che riposano sugli scogli e nuotano nelle fredde acque. Ripartendo scopriamo che un centinaio di metri più a sud c’è un’area di sosta fornita di binocoli per poter ammirare le foche (i binocoli sono all’interno di una scatola di plastica su un tavolo di legno).

Ci fermiamo per consumare il pranzo al sacco sempre accompagnati dalle nuvole e ci concediamo poi una piccola deviazione fino a Drangsnes dove proprio a fianco della strada sono presenti delle piccole vasche geotermali. Nicola insiste per fermarsi a fare il bagno, ma il freddo e soprattutto il forte vento ci dissuadono, così ripartiamo in direzione Hvammstangi (560 abitanti) dove pernotteremo all’Hvammstangi Cottages (Hvammstangichalets.webs.com) che raggiungiamo alle 19. Come suggerisce il nome si tratta di una struttura formata da 9 piccoli cottages con bagno privato e angolo cucina. Dopo cena mentre pianifichiamo la giornata successiva a mezzanotte ci sorprende uno splendido tramonto che infiamma il cielo.