Giorno 4: fiordi occidentali e cascata Dynjandi
10 luglio 2016
10.07.2016 - 10.07.2016
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Islanda 2016
sulla mappa di viaggio di mbortol.
Partiamo alle ore 9 e percorriamo la strada 619, uno sterrato con molte buche che in 26 Km conduce da Biduladur alla punta dell’Arnarfjordur. Il fiordo non è molto diverso da quelli che abbiamo già visto con begli scorci, spiagge di sabbia e numerosi uccelli. Alla fine della strada incontriamo la casa di Samuel Jonsson un artista locale che ha realizzato nel prato una serie di sculture in cemento. Abbiamo osservato le sculture dalla strada e poiché non erano di nostro gradimento siamo risaliti in auto per tornare a Biduladur. Sinceramente questa deviazione non ha aggiunto molto al nostro viaggio complici forse anche le nuvole che coprivano la vista delle montagne sull’altro lato del fiordo.
Dopo aver fatto il pieno di benzina prendiamo la 63 fino alle piscine geotermali di Reykjarfjardarlaug che raggiungiamo verso le 11.30. Si tratta di una vasca all’aperto in mezzo al nulla posta proprio a fianco della strada. Al momento della nostra visita la vasca era vuota, ma abbiamo usato gli spogliatoi per cambiarci ed accedere alla piscina naturale posta qualche decina di metri a monte proprio in corrispondenza della sorgente geotermale. Qui l’acqua è molto calda (45 gradi) e nonostante la temperatura esterna (9°) abbiamo impiegato un po’ di tempo prima di riuscire ad immergerci. Superato lo sbalzo termico ci siamo goduti la vista delle montagne e del fiordo circondati da un prato fiorito e dalle sterne artiche che sorvolavano la nostra testa a bassa quota per portare il cibo ai piccoli pulcini che si trovavano attorno alla pozza.
Dopo più di un’ora riemergiamo e per la prima volta apprezziamo la fresca brezza islandese che in pochi secondi ci asciuga.
Riprendiamo la 63 che tra scorci su bellissimi fiordi e passi ci porta su spianate rocciose coperte da macchie di neve, piccoli torrenti e cascate e ci conduce alla nostra prossima tappa, la cascata Dynjandi (che significa cascata tonante). Secondo me questa strada è quella che ci ha offerto i migliori panorami islandesi complice anche il bel tempo che oggi ci accompagna (insieme all’immancabile vento).
Raggiungiamo il parcheggio alle 13.30 e consumiamo il nostro pranzo al sacco sui tavolini posti alla base del sentiero che sale fino alla cascata.
Seguiamo il sentiero che passando a fianco di piccole cascate ci conduce fino alla base della cascata principale da dove oltre alla cascata è possibile ammirare la baia di Dynjandivogur in cui la cascata si getta. Lungo il sentiero è possibile ammirare la flora che cresce in questo ambiente umido (abbiamo visto anche delle piante carnivore del genere pinguicula) e scovare tra le rocce alcuni blocchi di basalto ricchi di cavità cristallizzate ( abbiamo trovato qualche bel campione di cabasite).
Alle 16 partiamo in direzione Isafjordur e ci fermiamo per una breve sosta al Jon Sigurdsson Museum di Hrafnseyri, un piccolo museo (che non abbiamo visitato) che sorge in prossimità della casa natale del leader del movimento d'indipendenza islandese accanto al quale si trova una chiesetta e tre graziose casette di torba molto fotogeniche.

Riprendiamo la strada sterrata 60 che non smette di regalarci bellissimi panorami sui fiordi occidentali e dopo aver attraversato il tunnel di 9 km Isafjordur - Flateyri arriviamo a Isafjordur (2500 abitanti) la “capitale dei fiordi”. Facciamo la spesa al supermercato Bonus pochi minuti prima della chiusura e ci dirigiamo in centro con l’intenzione di visitare l’ Isafjordur Maritime Museum che però è già chiuso; non siamo ancora abituati alle ore di luce dell’Islanda, ma l’orologio non sbaglia: sono già le 19! Vista l’ora decidiamo di mangiarci un hamburger e patatine all’Hamraborg dove tra turisti e locali assistiamo al primo tempo della finale del campionato europeo di calcio.
Stanchi risaliamo in macchina per percorrere i pochi chilometri che ci separano da Bolungarvik (993 abitanti) dove, nei pressi del porto, si trova la nostra guesthouse Einarshusid, una casa padronale del 1902 con un piccolo ristorante al piano terra e 4 accoglienti stanze al piano superiore arredate in stile inizi Novecento (2 bagni in comune, senza cucina).