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Giorno 8 - Bako N.P.

12 luglio 2023


Vedi Malesia e Singapore 2023 sulla mappa di viaggio di mbortol.

Sveglia di buon mattino e alle 7 prendiamo il primo 'autobus (N.1 biglietto a bordo 1RM a testa) che collega in poco meno di un’ora il mercato all’aperto di Kuching al pontile delle barche del Bako. Dalla fermata in un paio di minuti arriviamo al pontile dove facciamo i biglietti per la barca (RM) indicando anche l’orario a cui intendiamo ritornare (ci viene comunque lasciato un numero di telefono per concordare eventuali variazioni). Accanto troviamo lo sportello del Bako National Park dove ci registriamo e paghiamo la tassa di ingresso al parco.
Un foglio appeso alla bacheca ci preoccupa: “A causa di carenza d’acqua potabile, non è possibile pernottare nel parco”; fortunatamente questa indicazione vale solo per chi non dispone già di una prenotazione e infatti alcune persone in fila con noi sono costrette a rivedere i piani e rientrare in serata e ci invidiano la possibilità di poterci fermare per la notte dato che avevamo prenotato mesi fa , non senza qualche difficoltà sul sito del parco.
Saliamo sulla barca che percorrendo rapidamente il fiume Santubong ci porterà in 20 minuti all’interno del parco. Lungo il tragitto possiamo osservare belle cale con spiagge deserte circondate da scogli, finchè scorgiamo una piccola struttura posta a ridosso di una lunga spiaggia, la struttura principale del parco. Poco più a nord il piccolo pontile sul quale in lontananza scorgiamo un piccolo gruppo di nasicae, le scimmie dal lungo naso a proboscide che sono il simbolo del parco; appena ci notano si dileguano nella foresta. Sbarcati percorriamo il sentiero che in circa 400 metri conduce al quartier generale del parco.
Giunti a metà percorso a bordo sentiero incontriamo un gruppo di macachi; avevamo letto prima di partire di prestare attenzione a questi macachi poiché possono risultare aggressivi, si deve quindi evitare di disturbarli, o correre e di nascondere il cibo. Un ragazzo davanti a noi nel cercare di fotografare un piccolo si è avvicinato un po’ troppo e il gruppo ha reagito e si è messo sulla difensiva mostrando al malcapitato i loro denti affilati e facendo dei versi intimidatori. Il ragazzo è scappato di corsa, in pratica due delle tre cose da non fare le aveva fatte….noi passiamo tra il gruppo di macachi un po’ agitati, ma senza alcun problema riusciamo a scattare qualche foto evitando di guardarli negli occhi o di avvicinarci troppo (avvicinandosi a meno di un metro e mezzo scattano i versi).
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Alla registrazione ci viene consegnata una semplice mappa del parco con i sentieri agibili e ci vengono consigliati possibili itinerari; riorganizziamo gli zainetti, lasciamo le sacche impermeabili nel deposito bagagli, indossiamo le scarpe da trekking e ci avviamo lungo il sentiero numero 3 Telok Paku che porta a una piccola spiaggia dove spesso vengono avvistate le scimmie nasiche
Superiamo il pontile dove siamo sbarcati, con una passerella in legno attraversiamo una piccola laguna di mangrovie e sulla sabbia notiamo i resti di un numulo o granchio a ferro di cavallo dell'Indo-Pacifico (Tachypleus gigas). Non sapevamo che abitassero queste acque e dopo averlo visto più volte nei documentari siamo felici di averlo visto in natura.
Dopo la laguna, finite le passerelle, il sentiero inizia a inerpicarsi nella foresta tra numerose radici che a volte rendono impegnativo il passaggio.
Dopo circa 800 m (1 ora di cammino) raggiungiamo la piccola e selvaggia spiaggia di Paku; di scimmie nasiche nessuna traccia, ma la vista foresta pluviale che lambisce la piccola spiaggia racchiusa da una scogliera ricoperta di vegetazione merita sicuramente la visita.
spiaggia. Dopo qualche fotografia torniamo indietro con l’obiettivo di percorrere il sentiero n. 5 di 1.9 km che porta alla spiaggia di Pandan Besar. Lungo il tracciato vediamo un grosso insetto stecco e un serpente che non riusciamo ad identificare dato che ci attraversa il sentiero a tutta velocità. Arrivati al bivio con il sentiero 5 inizia la salita tra sassi e radici; Il caldo, ma soprattutto l’umidità iniziano a farsi sentire. Non senza fatica arriviamo in cima alla salita superando 100 metri di dislivello e la fitta foresta lascia spazio a una specie di altipiano roccioso con pochi arbusti. Poiché sta iniziando a piovere decidiamo di fermarci sotto una tettoia di legno per pranzare; giusto in tempo, perché in pochi minuti la pioggerella si trasforma in un violento acquazzone.
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Rapidamente la pioggia smette e riappare il sole e noi riprendiamo il cammino; in poco tempo rimpiangiamo la giungla che pur nella sua umidità ci aveva protetto dal sole, ma fortunatamente il sentiero prosegue in piano. A bordo sentiero finalmente le tanto attese piante carnivore; le cercavamo nel fitto della foreste e invece eccole qui in pieno sole, veri e propri arbusti di nephetes carichi di ascidi, le trappole con cui catturano gli insetti. Riusciamo a distinguere specie diverse (Nephentes albomarginata, Nephentes gracilis, Nephentes ampullaria e Nephentes rafflesiana) tutte a distanza di poche decine di metri….il paradiso per gli appassionati di queste piante che qui sembrano quasi infestanti!!
Tra una pianta carnivora e l’altra arriviamo al bivio tra il sentiero 5 e il numero 6. Il primo porta in circa 200 m in pianura alla spiaggia di Pandan Besar il secondo invece scende per 100m di dislivello fino alla spiaggia di Pandan Kecil. In lingua malese Besar significa grande e kecil piccola.
Optiamo per la prima e dopo poco il sentiero termina su una scogliera a picco sul mare alla cui base si apre la bella spiaggia nella quale con ampie anse tra la foresta sfocia un piccolo fiume. Il panorama è paradisiaco e mentre scattiamo qualche foto ricordo la nostra attenzione viene catturata da movimenti tra le fronde degli alberi posti sul lato opposto della piccola valle. Prendiamo i binocoli e dopo qualche minuto scorgiamo un piccolo gruppo di scimmie nasiche che si muovono nella foresta; sono parecchio lontane per cui non tentiamo di fotografarle, ma visto che le nasiche erano uno degli obiettivi della visita del Bako passiamo un po’ di tempo ad osservare finché spariscono tra le chiome degli alberi.
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Ritorniamo indietro fino al bivio con il sentiero 6 e rimaniamo dubbiosi sul da farsi: non sono ancora le 14 e la giornata è ancora lunga per cui siamo tentati di proseguire, ma questa sera volevamo partecipare all’escursione notturna e memori della salita dell’andata ci preoccupa un po’ scendere di 100 metri fino alla spiaggia e poi dover risalire. Alla fine decidiamo di proseguire fino a Pandan Kecil, sperando di trovare alla spiaggia una barca che ci riporti via mare al quartier generale del parco…..diversamente ci aspetterà una bella salita.
Il sentiero prosegue per una decina di minuti in pianura/leggera discesa fino ad una scogliera a picco sulla spiaggia. Vediamo che in spiaggia, 70 metri più in basso, ci sono due persone e due barche e fiduciosi scendiamo i gradini.
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Arrivati alla spiaggia la troviamo deserta, richiamiamo quindi l’attenzione dell’ultima barca rimasta e ci accordiamo per farci portare al quartier generale del parco, ma prima facciamo un giretto lungo quella che è considerata (a ragione) una delle più belle spiagge del parco.
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Anche il passaggio in barca riserva le sue sorprese, passiamo infatti proprio accanto al faraglione simbolo del parco che si trova proprio all’imbocco della baia; in pochi minuti raggiungiamo la spiaggia principale dove scendiamo direttamente in acqua a qualche metro dalla riva.

Recuperiamo i nostri bagagli ed andiamo a sistemarci nella camera che avevamo prenotato attraverso il sito www.sarawakforestry.com .La prenotazione non è stata proprio agevole a causa di problemi con il sito e di cattiva comunicazione con i gestori. Era nostra intenzione infatti prenotare una stanza presso i Forest Lodge Type 5 al costo di 100 RM, ma alla fine abbiamo dovuto optare per per 2 stanza doppie preso il Forest Lodge Type 4 al costo di 225 RM per le due stanze. Poiché i commenti non erano molto positivi eravamo un po’ dubbiosi, ma in realtà abbiamo trovato due stanze ampie e pulite dotate di aria condizionate e poste su una struttura a palafitta indipendente posta a poca distanza dal quartier generale.
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Dopo un po’ di relax, dopo le 16, orario in cui la maggior parte dei turisti, fatta eccezione per quelli che si fermano la notte, devono lasciare il parco, usciamo ad esplorare la zona. Come avevamo letto in alcuni diari di viaggio, quando gli umani abbandonano il parco gli animali escono allo scoperto, e così è, infatti proprio davanti all’headquarte troviamo un cinghiale barbato ( suo nome deriva dalla caratteristica «barba» di setole) che “pascola” tranquillamente incurante della nostra presenza. Non riusciamo ad arrivare alla spiaggia che a pochi metri di altezza appollaiata su un albero una bella nasica è intenta a mangiarne i frutti.
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Dopo tanta ricerca eccola qui a pochi metri da noi….approfittiamo del momento e scattiamo numerose fotografie sfruttando quelli che immaginiamo essere i pochi istanti in cui ne avremmo la possibilità ..e invece la scimmia se ne sta lì tranquilla godersi lo spuntino, ogni tanto ci osserva, cambia ramo, ma non scappa, anzi, dopo qualche minuto scende dall’albero e si siede a terra a un paio di metri da noi, uno spettacolo. Rimaniamo un quarto d’ora in compagnia della “nostra amica” e poi ci spostiamo verso la spiaggia….che troviamo affollata da un gruppo di piccole scimmie. Inizialmente pensiamo si tratti dei mamachi che ci hanno accolto stamattina, ma in realtà sono le meno comuni (e più pacifiche) Presbite Dalla Cresta (Trachypithecus cristatus) con i caratteristici perli argentati ceh bordano il viso nero.
Il gruppo è piuttosto numeroso e composto da numerose femmine con piccoli dal manto arancione.
Non contenti di questa abbuffata di fauna autoctona facciamo due passi fino al pontile in cerca della vipera verde che in passato era stata segnalata in questa zona. Non troviamo la vipera, ma giunti al pontile nella spiaggia lasciata libera dalla bassa marea notiamo decine e decine di granchi della famiglia degli Ocypodidae (alcuni completamente azzurri) che si caratterizza per avere una chela decisamente più grande dell’altra; non è la prima volta che li vediamo, ma qui assistiamo a un rituale in cui tutti i granchi muovono su è giù praticamente in sincrono la loro chela più grande.
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Anche in prossimità del pontile su un albero troviamo una nasica che si lascia avvicinare senza scappare…forse l’abbiamo spaventata, fatto sta che fa la pipi e se non fossimo stati veloci nel toglierci da sotto il ramo….

Andiamo a cena al self service del parco, la scelta non è molto ricca ma mangiamo a sufficienza spendendo 60 RM per tutti e tre. Finita la cena ci spostiamo al desk del parco e ci uniamo al gruppo che parteciperà al Night Walk delle 20 che avevamo prenotato al nostro arrivo (10 RM a testa).
Dopo un rapido briefing ci incamminiamo lungo il sentiero n.4 che porta alla cima dell’ Ulu Assam. Come era accaduto al Mulu, l’abilità delle nostre guide ci sorprende e tra i rami di un albero proprio di fronte alle nostre stanze troviamo un Colugo Della Sonda (Galeopterus variegatus) un piccolo mammifero arboricolo delle dimensioni di un gatto che si caratterizza per un'ampia membrana, detta patagio, che si tende dal collo alle punte delle dita.
Acanto all’albero il fascio di luce inquadra una grande ragnatela al centro del quale spicca un grosso ragno giallo e nero (Nephila pilipes) con un corpo di circa 4 cm (zampe escluse!!!)
Durante l’escursione di poco meno di due ore osserviamo numerosi insetti stecco, ragni (tra cui il particolare Macracantha arcuata con le due grosse spine arcuate) , raganelle, gechi, colonie di formiche che costruiscono il loro nido all’interno di foglie ripiegate e “cucite”, un uccello con lunghissime pennecaudali (paradise flycatcher ?) e prorio al termine del percorso, in alcune pozze poste prima della che il sentiero inizi a inerpicarsi sulla collina troviamo numerosi pesci gatto e due serpenti (Xenochrophis trianguligerus).
Completata l’escursione, visto che le gambe ci reggono ancora, approfittiamo della disponibilità della guida che ci accompagna al pontile…..dopo aver illuminato con la torcia alcuni alberi ci chiede di spegnere e luci e….magia…..gli alberi rispondono illuminandosi di una luce verdastra intermittente. Non si tratta ovviamente magia, bensi di una colonia di lucciole che vive su questi alberi. Non potevamo avere uno spettacolo migliore per concludere questa faticosa ma bellissima serata nel parco di Bako.

Pubblicato da mbortol 15:50 Archiviato in Malesia

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