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Monte Bromo

Giorno 7 - 13 luglio 2024


Vedi Indonesia 2024 sulla mappa di viaggio di mbortol.

Stamani sveglia all’alba, anzi molto prima dato che l’obiettivo è di ammirare l’alba sul monte Bromo. L’appuntamento è alle 2.30 presso la reception con la jeep che ci porterà al punto panoramico; arriviamo qualche minuto in anticipo e vediamo una colonna ininterrotta di Jeep che percorre la strada diretta al Penanjakan Viewpoint, il punto più alto della caldera e il luogo più visitato per godere della vista dell’alba. Iniziamo a preoccuparci sia perché il traffico diventa intenso e la colonna di jeep è praticamente ferma sia perché non vediamo il nostro autista. Dopo qualche minuto appare Erik: ci dice che non è riuscito a trovare una jeep e ci propone una meta alternativa; siamo un po’ in ansia anche perchè c’eravamo documentati su possibili alternative in caso di sovraffollamento ed alcune di queste presentavano una pessima visuale sul vulcano. La preoccupazione aumenta quando saliti sull’auto Erik si dirige in direzione opposta rispetto alla colonna di jeep. Controlliamo con lo smartphone dove stiamo andando e ci tranquillizziamo quando notiamo che ci stiamo dirigendo verso il Seruni View Point, un punto panoramico posto più in basso rispetto al Penanjakan, ma che offre comunque una buona visuale. Capiamo anche perchè ci stiamo dirigendo nel senso opposto: sul fondo della caldera vediamo l’interminabile serpentone di fari delle jeep che seguono la strada che porta al Penanjakan, mentre noi in pochi minuti raggiungiamo un tornante dove Erik ferma l’auto e con serenità ci dice: “bene da qui in un paio d’ore a piedi potete raggiungere i punti panoramici, seguite la strada, poi trovate un sentiero…”. Pensavamo di arrivare con la jeep sul posto, ma non ci facciamo intimorire, la notte è ancora fonda e l’alba è ancora lontana e la strada alternativa ci ha fatto schivare un sacco di tempo fermi in colonna. Accettiamo volentieri il cambio di programma, accendiamo i frontalini, cerchiamo di orientarci e partiamo lungo la ripida strada in salita.
Consultando la mappa sul telefono vediamo che la strada dovrebbe portarci diretti al Seruni View Point; così è infatti, dopo un’oretta di strada e 250 gradini raggiungiamo la terrazza del belvedere ancora deserta. Siamo inizialmente incerti sul da farsi: siamo a 2400 metri e dalle recensioni il luogo è buono per osservare l’alba, ma un sentiero alle spalle della terrazza si inerpica sul bordo della caldera fino al Penanjakan point passando per King Kong Hill, uno dei punti che avevamo individuato come un’ottima location a 2600 metri.
Poiché è ancora buio non riusciamo a capire quale sarebbe la visuale fermandoci pertanto ci facciamo coraggio, e dopo aver ripreso fiato ripartiamo, imbocchiamo il sentiero che nei primi metri si inerpica su delle rocce; non ci scoraggiamo e dopo poche decine di metri la salita diventa decisamente più semplice.
Lungo il percorso Individuiamo alcune aree prive di alberi dove avremmo potuto fermarci, ma proseguiamo (male che vada avremmo potuto tornare rapidamente indietro qualora si fosse avvicinata l’alba). Dopo un po’ di salita raggiungiamo una bella piazzola (-7.909104, 112.948517) e vediamo poco più il alto il King Kong point già affollato. King Kong Hill infatti è raggiungibile dalle jeep pertanto si riempie facilmente; vediamo infatti delle persone che scendono il sentiero verso di noi. Visto che ci sono già altre persone nella piazzola decidiamo di non rischiare di perdere il posto e scegliamo un buon punto dove piazzare il cavalletto della macchina fotografica. Essendo ancora buio facciamo delle foto a lunghissima posa per cercare di scorgere il profilo del vulcano e individuare il punto migliore.
Da quando abbiamo lasciato l’auto abbiamo percorso circa 2 chilometri e 300 metri di dislivello. Siamo a 2600 metri e la temperatura è decisamente fresca, ma siamo attrezzati con pantaloni pesanti, piumino e i berretti “made in Bromo” acquistati ieri sera.
La notte è completamente serena così inganniamo l’attesa dell’alba osservando le costellazioni. Ad est riconosciamo costellazioni familiari nel nostro cielo estivo quali Orione e il Toro nel quale fanno bella mostra i due pianeti Giove e Marte; a Sud, in direzione della caldera del vulcano abbiamo invece le costellazioni “esotiche” dell’emisfero australe come la Gru, l’Orologio, il Tucano e grazie all’assenza di inquinamento luminoso e alla pulizia dell'aria riusciamo a vedere anche la piccola e la grande nube di Magellano, le galassie nane satelliti della nostra galassia.
Verso le 5 il cielo ad est comincia ad accendersi con i colori dell’alba e a poco a poco la luce inonda la caldera facendo emergere dall’oscurità le strutture coniche dei vulcani.
Il paesaggio è affascinante: un’enorme caldera di 11 km per 8 km formata dal collassamento dell’antico vulcano del Tengger esploso circa 265000 anni fa
All’interno dell’antica caldera sorge l’ampio cratere fumante del monte Bromo (2329 m). Il nome bromo deriva dalla divinità indu Brahma, il dio creatore ed è il vulcano più famoso per il suo grande cratere di colore chiaro. A fianco emerge il cono scuro dell Batok (2470 m), vulcano inattivo sulle cui pendici sono colonizzate da alberi di casuarina.
I due coni sono circondati dal cosiddetto mare di sabbia che riempie la vecchia caldera e da altre strutture vulcaniche
Sullo sfondo della caldera emerge il grande cono dello strato vulcano Semeru (3676m), il vulcano più alto di Java che dal 1967 è in continua attività con eruzioni di lava cenere e lapilli che si ripetono all’incirca ogni venti minuti e conferiscono alla montagna il tipico aspetto del vulcano che tutti abbiamo in mente.
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La vista è veramente spettacolare e le fotografie non si contano, ma verso le 6 riscendiamo verso il Seruni Viewpoint e torniamo alla nostra macchina. Nella discesa possiamo ammirare altri scorci spettacolari e notiamo che accanto al Seruni VIewpoint c’era un sentiero più comodo che ci avrebbe evitato l’arrampicata sulle rocce, ma al buio non lo avevamo notato.
Alle 07 siamo di nuovo al Lava Cafe, passiamo in camera per toglierci gli abiti pesanti e andiamo a fare colazione.
Mentre stiamo mangiando ci arriva un messaggio sul telefono dal tour operator che ci avverte che a causa della ripresa dell’attività vulcanica del monte Ijen avvenuta nella notte la nostra escursione prevista per domani sarebbe saltata.
Sconfortati verifichiamo in rete e in effetti troviamo il comunicato del servizio geologico indonesiano che eleva il livello di attività del Monte Ijen dal Livello I (Normale) al Livello II (Allerta) a partire dal 12 luglio 2024 alle 22:00, con una zona di esclusione dell’attività umana a 1,5 chilometri dal cratere a causa un aumento delle emissioni gassose dal lago che si trova sul fondo del cratere e dell’elevata attività sismica.
Siamo veramente dispiaciuti perchè l’escursione al vulcano Ijen era uno dei pezzi forti del nostro viaggio; saremmo dovuti partire a mezzanotte, risalire il cono vulcanico e poi, dopo aver indossato le maschere antigas saremmo scesi all’interno del cratere per ammirare il lago turchese che ne ricopre il fondo e che ha un’acqua particolarmente acida (PH 0,13), i minatori di zolfo che raccolgono il minerale dal cratere e soprattutto il fenomeno unico della “lava blu”: i gas solforici che escono dalle fratture bruciano rapidamente e condensano zolfo liquido che scorrendo da l’impressione di una lava blu. In realtà non è lava, ma zolfo in fiamme pertanto il fenomeno è visibile soltanto nel buio della notte.
L’agenzia ci offre in alternativa la visita a delle piantagioni nei pressi di Kalibaru; siamo un po’ incerti anche perché una piantagione non regge il confronto con l’adrenalina della discesa in un cratere. Ci confrontiamo con altri ragazzi che dovevano andare all’Ijen ai quali è invece stato proposto il parco nazionale di Baluran. Decidiamo di prenderci qualche ora per pensarci (con la remota speranza che l'allerta potesse rientrare) e, decisi a non rovinarci il resto della giornata, alle 8 ci rincontriamo con Erik che ci affida ad una jeep che attraversando il mare di sabbia ci porta alla base del cono del Bromo. Qui ci sono decine di jeep, non fatichiamo quindi, seguendo le altre persone, ad individuare il sentiero che sale sulla cima del cratere. Dopo poche centinaia di metri passiamo a fianco del Pura Luhur Poten Gunung Bromo, il tempio induista posto proprio alla base del monte Batok ; da qui la strada inizia a salire e incrociamo alcuni cavalli che trasportano i turisti più pigri fino alla scalinata che conduce sul bordo del cratere che raggiungiamo dopo una quarantina di minuti. La vista interna del cratere è spettacolare con il fumo che emerge rumorosamente dal fondo, e il giallo dello zolfo.
Il cratere ha un diametro di 480 metri e una profondità di 247 metri; le ultime eruzioni del Bromo risalgono al 2011 e al 2015 quando il vulcano ha emesso grandi quantità di ceneri e lapilli con lanci di grosse bombe vulcaniche.
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Percorriamo metà del cratere per avere visuali diverse (l’altra metà non è accessibile) e scattare fotografie al cratere, alla caldera e al Semeru che sullo sfondo continua con i suoi sbuffi di fumo. Sul bordo del cratere troviamo anche un piccolo altare da dove i devoti gettano le offerte al vulcano costituite da mazzetti di fiori essiccati. Dopo una mezzoretta scendiamo dal vulcano e alle 10.30 riprendiamo la jeep che ci riporta all’hotel.
Tornati in camera confermiamo al tour operator la proposta di sostituire il vulcano Ijen con le piantagioni, prepariamo le valigie e alle 12 prendiamo la macchina per il lungo trasferimento verso Kalibaru (4 ore e mezza per coprire 200 km). Durante il viaggio scopriamo che la chiusura dell’Ijen ha fermato anche tutta l’attività dei minatori con un grave danno per le famiglie che vivono su questa attività; pur essendo dispiaciuti per il nostro viaggio ridimensioniamo il nostro dispiacere, in fondo alla natura non si comanda e abbiamo la scusa per ritornare in Indonesia.
Alle 18 arriviamo a destinazione al Margo Utomo Eco Resort, una bella struttura immersa nel verde. Ceniamo a base di nasi goreng, bakmi goreng e bihun goreng accompagnati dalle preghiere dei muezzin delle vicine moschee e poi subito a dormire per recuperare le ore di sonno arretrate.

Pubblicato da mbortol 10:26 Archiviato in Indonesia

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