Giorno 7 - Kuching, Semenggoh
11 luglio 2023
11.07.2023 - 11.07.2023
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Malesia e Singapore 2023
sulla mappa di viaggio di mbortol.
Su consiglio del proprietario del Lima Tujoh, visto che nel pomeriggio è prevista pioggia, anticipiamo al mattino la visita al Semenggoh Orang Utan Nature Reserve prevista per il pomeriggio. Chiamiamo un’auto con l’app Grab che al costo di 28 RM in mezz'ora ci porta all’ingresso della riserva che dista 20 km da Kuching. Arriviamo poco prima dell’apertura del centro prevista per le 08.
Il Semenggoh https://semenggoh.my/ è un centro di riabilitazione che ospita oranghi feriti, orfani o tenuti illegalmente in cattività che vivono in semilibertà all’interno della riserva.
Dopo aver fatto i biglietti (25 RM , 10 adulti 5 i ragazzi) prendiamo la strada che conduce alle piattaforme dove due volte al giorno, alle 09 e alle 15 i ranger depositano frutta e gli orango possono venire a mangiare. A bordo strada troviamo alcune piante carnivore (nephentes ampullaria); poichè a casa abbiamo alcune piante carnivore tra cui le nephentes siamo molto felici di averle incontrate nel loro ambiente naturale. Dalla strada principale si diramano alcuni sentieri ma tutti chiusi, ma in ogni caso non avremmo avuto tempo per esplorarli, e quando arriviamo in corrispondenza dell’area chiamata Wild Fruits Garden udiamo dei richiami che potrebbero essere quelli degli orango.
Dopo 20 minuti arriviamo al quartier generale con le piattaforme; ci fermiamo al muro che ospita le foto e la storia di tutti gli oranghi presenti nel centro e dopo un quarto d’ora circa una guida si addentra nella foresta e con urla richiama gli oranghi. Un’altra guida ci fa un breve briefing su come comportarci in presenza degli orango e ci ricorda che non siamo in uno zoo, pertanto la vista degli orango non è garantita poiché sono liberi di muoversi nella foresta e si recano alle piattaforme solo se non trovano cibo in natura. Noi siamo fiduciosi, ci appostiamo in prossimità della piattaforma, prepariamo la macchina fotografica e scrutiamo le cime degli alberi in attesa di vederle muovere sotto il peso dei primati.
I minuti passano, ma non si vede nulla; il ranger ci comunica che sta iniziando la stagione della frutta e quindi le probabilità di vedere gli oranghi scendono….ancora nulla…altra comunicazione “i biglietti sono validi anche per il pomeriggio se non ci sono avvistamenti”...brutto segno, cominciamo a perdere le speranze. A 5 minuti dalla chiusura del parco notiamo che i ranger stanno comunicando via radio e ci invitano ad avviarci verso l’uscita perché è stato avvistato un orango nella giungla; dato che ormai non ci speravamo più dubitiamo che sia uno stratagemma per farci avvicinare all’uscita. 
Ci avviamo insieme al resto del gruppo e approfittiamo di un tratto in salita per recuperare posizioni. A un tratto quando siamo praticamente in testa al gruppo un ranger ci fa segno di abbandonare la strada per un sentiero che si addentra nella foresta….allora c’è! Poche centinaia di metri e arrampicato su un tronco a due metri da terra c’è un orango adulto con un piccolo sulle spalle. Ci fermiamo accanto agli oranghi e ad un ranger che lo sta intrattenendo con delle banane. Mentre la mamma orango continua a mangiare il ranger ci informa che si tratta di Minah, una femmina di 35 anni e del suo piccolo Ooooha, un giovane maschio di 4 anni. Al sopraggiungere di altre persone il piccolo sale di qualche metro sull’albero mentre Minah continua a mangiare banane; dopo qualche minuto anche lei risale raggiungendo il piccolo con un contenitore di latte passatole dal ranger e lo dà da bere al piccolo: l’operazione non è proprio perfetta e facciamo appena in tempo a spostarci prima che una cascata di latte ci sfiori di pochi centimetri.
Dopo un quarto d’ora mamma e piccolo si allontanano e anche noi seguendo le indicazioni del ranger riprendiamo la via dell’uscita. Sono già le 10.15 e il parco in teoria chiudeva alle 10; le altre persone che erano con noi raggiunta la strada prendono degli shuttle che li portano all’uscita mentre noi usciamo a piedi ripercorrendo la strada fatta all’andata e raggiungiamo l’uscita alle 10.40 super felici per l’esperienza fatta.
Prendiamo con Grab un’auto e torniamo a kuching e andiamo al Plaza Merdeka Shopping Mall, il centro commerciale al cui ultimo piano troviamo una food court dove ci fermiamo per pranzo prendendo tempura (13,90 RM), kolo mee (4 RM), un piatto malese del Sarawak composto da noodles secchi conditi in una gustosa miscela di maiale e scalogno, condita con cipolle fritte e infine ravioli al vapore accompagnati da grandi bicchieri di japanese matcha milk tea, milk tea alle fragole e succo di mango.
Dopo pranzo facciamo un giro tra i negozi, acquistiamo un SIM per Nicola e le bandierine della Malesia e del Sarawak che costituiscono un must di tutti i nostri viaggi.
Usciti dal centro andiamo alla stazione degli autobus per verificare gli orari che ci serviranno per domani e scattiamo qualche foto alla vicina Masjid Bandaraya Kuching la principale moschea della città.
Attraversiamo poi India street, una via coperta affiancata da numerosi negozietti; la via ci delude e i negozi non hanno nulla di caratteristico, la attraversiamo distrattamente approfittando solo della copertura dato che nel frattempo ha iniziato a piovere intensamente.
Torniamo nella nostra camera dove prepariamo gli zaini per l’escursione dell’indomani al parco Bako. Trascorreremo una notte nel parco, ma abbiamo mantenuto anche la stanza a Kuching per lasciarvi le valigie.
Per cena torniamo al centro commerciale e questa volta optiamo per qualcosa di meno tradizionale: una cena al McDonald’s, dopodichè andiamo a dormire.