Un blog Travellerspoint

Giorno 5 Borneo: Mulu, Cave of the Winds, Clearwater Cave

09 luglio 2023


Vedi Malesia e Singapore 2023 sulla mappa di viaggio di mbortol.

Dopo una notte di pioggia fortunatamente ci svegliamo con un bel cielo sereno. una rapida colazione con caffè solubile e biscotti, recuperiamo le valigie e torniamo al quartier generale del parco dove ritiriamo le chiavi per la stanza che siamo riusciti a prenotare per la notte all’interno del parco. Poiché il check in è previsto alle 14 lasciamo le valigie al deposito bagagli e aspettiamo la guida che ci accompagnerà nell’escursione di oggi alla Cave of the Winds e alla Clearwater Cave.
A differenza del giorno precedente l’avvicinamento alle grotte non avverrà a piedi ma in barca. Scendiamo quindi sulla riva del fiume Melinau e saliamo su una piccola lancia in legno che oltre a noi tre ospita in coda il barcaiolo addetto al motore fuoribordo e in testa una donna che ha il compito di scrutare il fiume per evitare che la barca si incastri nei tronchi affioranti.
Malesia19.png
Dopo qualche decina di minuti di navigazione nelle acque limacciose ci fermiamo insieme ad un’altra imbarcazione al Mulu Penan Handicraft Centre nel villaggio di Batu Bungan; si tratta di un piccolo mercato artigianale dove troviamo oggetti, realizzati a mano dalle donne Penan, una delle tribù aborigene semi-nomadi dell'isola di Borneo. Gli oggetti sono belli, soprattutto le borse ottenute intrecciando rattan e bambù o anche strisce colorate di PVC, ma purtroppo non abbiamo spazio negli zaini per poterle portare con noi.
Riprendiamo la navigazione sul fiume tra alberi maestosi e pareti calcaree fino a un piccolo pontile da cui imbocchiamo un sentiero in salita che in pochi minuti ci porta alla Wind Cave (Gua Angin in malese). Sul tronco di un albero troviamo un bellissimo e colorato insetto lanterna (Pyrops intricatus).
La grotta, che fa parte dell’ampio sistema di grotte di Clearwater deve il suo nome al vento che ne fuoriesce. La stanza principale, chiamata King’s Chamber, è ricca di concrezioni, stalattiti, stalagmiti che si uniscono in lunghe colonne. Un altro elemento distintivo è lo Sky Garden un sinkhole ovvero uno sprofondamento nel terreno che genera un’apertura circolare sulla volta della grotta consentendo alla luce solare di penetrare all’interno dando così la possibilità alle piante di svilupparsi lungo le pareti interne della grotta
Malesia20.png

Dopo la visita della Wind Cave ci fermiamo in una vicina area di ristoro dotata anche di bagni, riprendiamo fiato (anche se a dire la verità la temperatura era molto più gradevole all’interno della grotta) e prendiamo una scalinata nella giungla che dopo 200 gradini ci porta all’ingresso della Clearwater Cave.
La grotta di Clearwater costituisce in realtà un sistema di grotte collegate; la stessa Wind Cave che abbiamo visitato prima è in realtà collegata alla Clearwater. I suoi 222,09 km di lunghezza esplorati, la rendono il più grande sistema di grotte interconnesse del mondo in volume e l'ottava grotta più lunga del mondo.
Sulla roccia all’imbocco della grotta possiamo osservare le Monophilia Pendula, piante a foglia singola endemiche si trovano solo a Mulu.
In fondo al percorso (che copre solo lo 0,5% della lunghezza della grotta incontriamo il fiume sotterraneo che ha contribuito alla sua formazione e che ancora oggi scorre per 170 Km nelle profondità della terra. Sulle pareti attorno al fiume sono chiaramente visibili i segni dell'erosione che testimoniano la potenza dell’acqua e che ancora oggi contribuiscono a plasmare la grotta.
In prossimità di un’apertura nel soffitto della grotta possiamo osservare delle strane rocce con dei piccoli pinnacoli rivolti verso l’alto; si tratta di fito carsismo, un fenomeno di erosione carsica dovuto all'azione di piccole alghe in ambienti umidi e ricchi di vegetazione che generano strutture rocciose che sembrano innalzarsi in direzione della luce.
Usciamo dalla grotta verso mezzogiorno e torniamo al punto di ristoro dove la guida ci lascia il tempo di fare un bagno nel fiume (Sungai Melinau Paku) in prossimità di una sorgente.
Siamo piuttosto accaldati e l’impatto con l’acqua fredda inizialmente non è piacevole, ma ci si abitua in fretta. A causa delle forti piogge della notte il fiume è particolarmente ingrossato (lo avevamo notato anche nel tragitto in barca) e la forte corrente rende tutt'altro che agevole nuotare. Ci aiutiamo l’un l’altro fino ad arrivare in prossimità della sorgente dove riusciamo ad appoggiare i piedi sul fondo e resistere alla corrente; ci godiamo l’acqua fresca e la giungla circostante.
Dopo esserci rivestiti, accompagnati sempre dalla guida riprendiamo la nostra lancia e rientriamo al quartier generale del parco. Ci fermiamo a mangiare nell’adiacente ristorante ( Café Mulu) che, considerando che siamo in mezzo alla foresta del Borneo, offre una buona scelta di piatti a buon prezzo. Ci rifocilliamo con noodles e wrap.
Dopo pranzo recuperiamo le valigie e le portiamo in camera, una family room posta nella Park Head Quarters Longhouse 1. La stanza è molto spaziosa con bagno privato e la tentazione di fermarsi un attimo a riposare è forte, ma siamo nel Borneo, in mezzo alla giungla o vogliamo sfruttare ogni minuto della nostra permanenza e così decidiamo di impiegare il pomeriggio ripercorrendo il sentiero che porta alla Deer Cave esplorando i sentieri secondari.
Poco dopo la nostra partenza comincia a piovigginare, ma non desistiamo, d'altronde siamo nella foresta pluviale! Lungo il percorso sulle passerelle di legno rialzate, che con la pioggia diventano piuttosto scivolose, incontriamo i piccoli animali che abitano la foresta quali millepiedi, libellule (Tyriobapta torrida), ragni e una bella Lucertola Crestata Verde (Bronchocela cristatella).

Malesia21.png

Notiamo che rispetto al giorno precedente il terreno è completamente sommerso sotto qualche centimetro d’acqua e le passerelle di alcuni sentieri secondari risultano completamente allagate.
La nostra idea era quella di arrivare alla cascata Paku posta all’inizio del Paku Valley Loop, che si stacca dal sentiero principale poco prima di arrivare all'osservatorio dei pipistrelli; giunti al bivio vediamo 4 persone completamente coperte di fango che escono dal Paku Valley Loop e che ci sconsigliano di proseguire per l’impraticabilità del sentiero; torniamo quindi sui nostri passi e optiamo per il più semplice Botanic Loop che ci riserva comunque dei bei scorci tra liane, palme, felci e alberi imponenti. [...Alcune piante..Salacca magnifica Mogea (= pianta spinosa),Wild banana (Musa muluensis), Kompassia Excelsa 85m ]
La pioggia non ci abbandona e anche alcuni tratti del botanic loop risultano allagati, ma riusciamo comunque a completare il giro di 1.5 km.

Per questa sera abbiamo prenotato l’escursione notturna per cui facciamo subito una cena leggera al Mulu Cafe a base di tramezzini. Il cielo è ancora carico di nubi e l’escursione rimane in dubbio, ma fortunatamente la guida ci dà l'ok e con un piccolo gruppo verso le 19.30 iniziamo il tour Night Walk.
Siamo ancora nell’area del quartier generale, proprio vicino alla nostra stanza e la guida riesce a scorgere la nostra prima rana appollaiata proprio sul cartello di inizio sentiero. A causa delle piogge il percorso ricalcherà quello che abbiamo fatto nel pomeriggio lungo il botanic loop e questo ci aiuta ad apprezzare la differenza tra giungla diurna e giungla notturna: di notte i canti di anfibi e insetti permeano l’aria e in alcune zone diventano fortissimi e gli animali che di giorno sono rintanati si rendono visibili.
Inizialmente siamo basiti dalla capacità della guida di trovare i piccoli animali della foresta; noi proseguiamo con passo lento scrutando ogni tronco ed ogni foglia senza trovare tracce di vita, mentre la guida prosegue a passo spedito e si blocca d’improvviso mostrandoci grossi insetti, rane, ecc. Un po’ alla volta cerchiamo di carpirne i segreti imparando i posti più idonei dove cercare la fauna e le tecniche di “caccia”: per esempio muovere rapidamente il fascio di luce del frontalino verso la foresta cercando di captare il riflesso degli occhi degli animali. Sembra incredibile, ma viste le loro dimensioni questa tecnica funziona anche per intercettare gli occhi dei ragni!!
Riusciamo così a vedere grossi ragni come l’ Heteropoda boiei con un corpo di 3 cm e le zampe di una decina di centimetri attendono le loro prede sui tronchi, insetti stecco come il colorato Orthonecroscia fuscoannulata o quelli di grosse dimensioni irti di spine del genere Haaniella, insetti foglia, mantidi religiose numerose specie di anfibi tra cui le bellissime raganelle come la rana volante di Harrisson che endemica del Borneo. Proviamo a scattare qualche fotografia, ma non disponendo di flash professionali i risultati non sono dei migliori, ma una raganella verde brillante (Chalcorana raniceps) e un geco delle foreste endemico del Sarawak (Cyrtodactylus miriensis) in posa su grandi foglie ci permettono di catturare le classiche immagini da foresta pluviale. Grazie alla torcia UV che ci siamo portati da casa riusciamo anche ad osservare su un tronco dei funghi luminescenti.

Malesia22.png
Malesia23.png

Prima di rientrare in camera passiamo ancora qualche minuto nei dintorni della longhouse per ascoltare e registrare i suoni delle rane e poi visto che inaspettatamente il cielo si è rasserenato prima di andare a dormire approfitto per cercare un posto buio dove osservare le stelle. Vado alla ricerca delle costellazioni dell’emisfero australe prendendo come punto di riferimento la costellazione dello scorpione che dalle latitudini italiane è sempre bassa sull’orizzonte mentre qui fa bella mostra di sè alta nel cielo e scendendo lunga la via lattea verso sud riesco a riconoscere il lupo e il centauro. Purtroppo gli alti alberi della foresta mi impediscono di vedere la croce del sud che era bassa sull’orizzonte.

Pubblicato da mbortol 15:32 Archiviato in Malesia

Indice degli articoli

Commenta per primo questo articolo

Per pubblicare un commento su questo blog devi essere un membro registrato di Travellerspoint.

Accedi