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Giorno 12 - Miyajima, Himeji, Osaka

20 luglio 2025


Vedi Giappone 2025 sulla mappa di viaggio di mbortol.

Dopo aver fatto colazione, memori di quanto ci ha detto ieri sera la receptionist, usciamo dall'hotel prima delle 8 cercando di anticipare i turisti che arriveranno sull'isola con i traghetti.
Ripassiamo dal grande Tori che emerge quasi completamente per la bassa marea e entriamo al Santuario di Itsukushima la struttura tutta su palafitte che occupa la baia di fronte al grande Torii.
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Completata la visita risaliamo la strada che porta al Monte Misen e ci fermiamo al tempio Daisho-in. Superato il portale di accesso (Porta di Niomon) ai cui lati sono poste due grandi statue Nio a protezione dell’area sacra, troviamo una scalinata che conduce alla piazza principale; in alternativa è possibile seguire un sentiero circondata da centinaia di statue di Rakan (i discepoli di Buddha) con il caratteristici berrettini di lana rossa. Troviamo numerosi edifici sparsi nella foresta e vuoi perchè siamo da soli vuoi la natura in cui è immerso rendono questo tempio uno dei più belli che abbiamo visto. In particolare ci ha colpito la grande campana, la Grotta di Henjokutsu, una stanza illuminata da decine di lanterne gialle appese al soffitto, i sentieri nel bel giardino e l’edificio principale all’interno o meglio dire al di sotto del quale abbiamo avuto modo di svolgere un’esperienza caratteristica. Scesi alcuni gradini al di sotto della stanza principale del tempio di ci siamo ritrovati in un corridoio completamente buio dove si riusciva a muoversi molto lentamente tastando le pareti; di tanto in tanto delle piccole statuette illuminate molto debolmente rischiarano il percorso fino a riemergere alla luce del giorno completando così il cammino iniziatico collegato alla dottrina Shingon Mikkyō che rappresenta la discesa nell’oscurità dell'ignoranza e il viaggio di purificazione verso l’illuminazione.

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Abbiamo trascorso un po’ di tempo in questo bellissimo tempio e così verso le dieci scendiamo le scale che portano all’uscita facendo ruotare le ruote cilindriche dorate contenenti il Sutra del Cuore e facciamo ritorno all’hotel giusto in tempo per l'orario del check out; una rapida colazione in camera con i ryokan kimono e ci dirigiamo al molo per prendere il traghetto, mentre folle di turisti cominciano ad invadere l’isola.

Inizialmente avevamo previsto di passare la giornata sull’isola e di salire sul monte Misen e rientrare in serata a Osaka, ma visto che lungo la strada si trova il castello di Himeji abbiamo cambiato programma e deciso di inserirlo nel nostro programma.
Seppur breve la visita dell’isola è stata molto piacevole complice la scelta di pernottarvi che ci ha permesso di visitare i templi quasi in perfetta solitudine.

Note:
Pernottare sull'isola permette di godere Miyajima senza la folla delle escursioni giornaliere.
Verificare gli orari di alta/bassa marea per programmare foto e passeggiate al Torii

Sbarcati sulla terraferma prendiamo il treno per Hiroshima dove facciamo il biglietto dello shinkansen per Himeji (compreso nel pass). Arriviamo a Himeji per l’ora di pranzo e ci fermiamo in stazione a mangiare un piatto di soba e onigiri e tofu fritto.

Appena usciamo dalla stazione, il castello di Himeji appare maestoso in fondo al viale principale.
La struttura bianca e armoniosa spicca contro il cielo, ed è impossibile non restarne colpiti.

Percorriamo la via fermandoci di tanto in tanto per scattare qualche foto, in particolare approfittiamo della terrazza della stazione e del Egret Himeji Observation Deck che si trova al 5 piano di un edificio accessibile gratuitamente proprio di fronte al castello.
Una breve deviazione al Shiromidai Park ci permette di scattare una foto al castello incorniciato da due shachihoko, le statue con il corpo di pesce e la testa di leone che ornano il tetto del castello.
Entriamo nell’area del castello e facciamo i biglietti e dopo esserci tolti le scarpe per non danneggiarne gli interni, risaliamo i 5 piani ripercorrendo la storia dell'edificio, uno dei castelli più famosi del Giappone, tesoro nazionale e patrimonio UNESCO. Il castello, completato nel 1609 è sopravvissuto agli incendi e ai bomardamenti della guerra per giungere fino a noi col suo bianco candore che gli è valso il soprannome di airone bianco. Come gran parte dei castelli giapponesi è privo di arredi per cui risulta piuttosto spoglio rispetto agli standard europei, ma comunque interessante per la sua struttura multipiano in legno.

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Passiamo un paio d’ore all’interno del castello prima di tornare in stazione e prendere lo Shinkansen per Osaka.
Arrivati in stazione nel tardo pomeriggio recuperiamo le valigie e prendiamo la metro fino a Shin-Imamiya dove ci aspetta il proprietario dell’appartamento SECRET BASE Shin-Imamiya dove trascorreremo due notti. Usciti dalla stazione notiamo subito il grattacielo Abeno Harukas che con i suoi 300 metri era fino a pochi anni fa l’edificio più alto del Giappone.
L’appartamento in stile giapponese è confortevole con 2 stanze e un’area cucina. Lasciamo i bagagli e andiamo a cercare qualcosa da mangiare nel vicino quartiere di Shinsekai (Nuovo mondo), un’area dall’aspetto retrò ricca di ristoranti e grandi insegne colorate che ci riportano agli anni 20 delle capitali europee. Simbolo del quartiere è la Tsūtenkaku una torre alta cento metri che la sera è tutta illuminata.
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Ceniamo in un locale (APPARE) specializzato in takoyaki, serviti bollenti e appena preparati.
Rientriamo soddisfatti: Osaka ci colpisce subito per il suo spirito vivace e meno “ordinato” rispetto a Kyoto e Tokyo.

Pubblicato da mbortol 17:40 Archiviato in Giappone Tag giappone_2025

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