Borobudur, Pawon Temple, Mendut Temple, Yogyakarta
Giorno 5 - 11 luglio 2024
11.07.2024 - 11.07.2024
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Indonesia 2024
sulla mappa di viaggio di mbortol.
Per la giornata di oggi abbiamo in programma la visita del tempio di Borobudur. Come nel caso di Prambanan abbiamo acquistato i biglietti dall’Italia sul sito ufficiale (le prenotazioni vengono aperte di settimana in settimana), ma in questo caso oltre alla giornata va scelta anche l’ora di visita poichè gli accessi per salire al tempio sono contingentati. Esiste anche la possibilità di acquistare un biglietto a costo ridotto della durata dell’intera giornata che però permette di vedere il tempio dal basso senza salirci, non ne vale la pena.
Essendo vincolati ad un orario di ingresso abbiamo deciso di non lasciare nulla al caso e abbiamo prenotato online (attraverso l'agenzia ViaVia Jogja) anche un driver che ci accompagnerà al sito che dista un paio d’ore di macchina da Yogyakarta.
Alle 07.30 la macchina è pronta davanti all’hotel e partiamo nel traffico di motorini. Nel tragitto chiacchieriamo un po’ con il nostro autista confrontandoci sulle differenze culturali, economiche, ecc. tra Indonesia e Italia e abbiamo la possibilità di osservare il monte Merapi , un vulcano attivo alto 3000 metri che emerge con il suo tipico profilo a cono e lo sbuffo di fumo nella piana di Yogyakarta. Scopriamo che nelle sue periodiche eruzioni il vulcano è una fonte di reddito per gli abitanti della zona che recuperano la sabbia che durante le colate discende dalle pendici come materiale edilizio.
Alle 09 arriviamo all’ingresso di Borobudur e ci vengono subito fornite una bottiglietta d’acqua e delle ciabatte chiamate upanat che dovremmo utilizzare per salire sul tempio per evitare di rovinarlo. Alle 09.30 puntualissimi la guida per il nostro gruppo di 10 persone ci raggiunge e iniziamo la visita.
Borobudur è un tempio buddista patrimonio dell’Unesco risalente all' 800 d.C. Il sito è stato abbandonato intorno al 1000 probabilmente a causa di un’eruzione vulcanica che lo aveva completamente sepolto di detriti ed è stato riscoperto solo nel 1800 da una spedizione inglese che ha impegnato 200 uomini per 2 mesi per riportare alla luce l’intero tempio
La struttura, simile a una collina di pietra, ha una base di 123 x 123 metri e un’altezza di 35. ed è composta da 10 terrazze composte da circa 1.600.000 blocchi di pietra.
Dopo un’introduzione generale iniziamo la salita alle prime terrazze dove la guida ci illustra la storia del Buddha raccontata dai bassorilievi scolpiti nei blocchi di pietra. Saliamo via via le terrazze che rappresentano il cammino verso la perfezione, il nirvana; le ultime tre, di forma circolare rispetto alle prime cinque di forma quadrata, ospitano 72 stupa, strutture architettoniche tipiche del buddismo, che ospitano al loro interno una statua del buddha. Complessivamente il tempio ospita più di 400 statue del buddha che sembrano uguali tra loro, ma guardandole con attenzione si può notare che presentano una diversa posizione delle mani, ognuna delle quali ha un significato diverso.
La decima e ultima terrazza, non accessibile ospita una stupa di dimensioni maggiori rispetto alle altre.
La visita prevede 30 minuti di tempo “libero” sulle terrazze più elevate che trascorriamo scattando molte foto alle stupa e al panorama con i vulcani Sundoro, Subing ,il Merbabu e il Merapi. 
Dopo un paio d’ore scendiamo e dopo aver attraversato un dedalo di bancarelle di souvenir raggiungiamo l’uscita del sito; chiamiamo il nostro autista che gentilmente ci accompagna ad altri due templi che si trovano a breve distanza e posti su una linea retta con Borobudur al quale sono collegati..
Il primo è il Pawon Temple, coevo di Borobudur, che presenta una stanza principale a cui si accede attraverso una scalinata e un tetto ricoperto da cinque stupa. Il tempio è piccolo, ma vista la vicinanza vale comunque la visita; il biglietto di accesso è combinato con il vicino Mendut Temple, il tempio più antico dei tre (824 d.C.).
La struttura del Mendut è simile al precedente, ma di dimensioni maggiori: è alto 26 metri con una base di 13 e anch’esso presenta una scalinata che porta a una terrazza ornata di bassorilievi sulla quale si apre la camera interna che ospita le statue del buddha. Nel giardino del tempio si trova un maestoso ficus gigante (Giant banyan tree) con le caratteristiche radici aeree che pendono dai rami.
Accanto al tempio si trova un monastero buddista liberamente visitabile nella quale è possibile osservare i monaci con i loro tipici abiti arancioni intenti nelle loro attività tra stupa, campane, statue del buddha e laghetti con fiori di loto.
Alle 12.30 risaliamo in auto e facciamo ritorno in hotel che raggiungiamo verso le 14.
La fame comincia a farsi sentire così andiamo subito in Malioboro e ci fermiamo a mangiare bakso, un piatto tipico costituito da una zuppa con polpette di manzo e noodle, e assaggiamo il dawet ( o cendol), una bevanda givanese con goccioline di gelatina di farina di riso verde aromatizzata al pandan, latte di cocco e zucchero di palma.
Dopo pranzo torniamo in hotel per rinfrescarci e per un po’ di relax.
Con il “fresco” del tramonto usciamo di nuovo, andiamo alla stazione dei treni per convertire il nostro voucher nel biglietto del treno che utilizzeremo domani per lasciare Jogja e facciamo l’ultima passeggiata serale nel caos dei becak di Malioboro dove ci fermiamo per la cena.
Termina così la nostra permanenza a Yogyakarta; la città in sè non ci ha entusiasmato, ma i Templi di Borobudur e Prambanan meritano sicuramente la visita.