Giorno 8 - Kyoto:Fushimi Inari,Nishiki Market,Ginkaku-ji
16 luglio 2025 (Kyoto:Fushimi Inari • Nishiki Market • Ginkaku-ji • Sanjūsangen-dō)
16.07.2025 - 16.07.2025
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Giappone 2025
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Il programma di oggi prevede la visita del Fushimi Inari, il famoso santuario con i tori rossi.
Verso le 08 prendiamo il treno della JR dalla Kyoto Station e in 10 minuti arriviamo alla stazione di Inari, che si trova proprio di fronte all’ingresso del santuario.
Superato il viale di accesso circondata da lanterne rosse superiamo il grande tori ed accediamo al santuario dedicato a Inari, la divinità scintoista del riso e della prosperità. All’ingresso siamo accolti da due grandi sculture di volpi, le messaggere di Inari, una con in bocca un gioiello simbolo di ricchezza e fortuna e l’altra le chiavi del granaio del riso, simbolo di prosperità e abbondanza . Dopo la sala principale del tempio dove vengono venduti i monili (ema) a forma di volpe e di tori rossi sui quali riportare le proprie preghiere, inizia il Senbon Torii, il Portale dei Mille Torii, costituito da una sequenza ininterrotta di portali rosso arancioni e neri. Le persone per far avverare i loro desideri donano un tori al santuario incidendovi il proprio nome. Il costo di un tori può variare dai 400.000 al milione di yen in base alla dimensione.
Al termine della doppia galleria di tori si giunge al Okusha Hohaisho: sul retro di questo tempio si trocano delle lanterne di pietra (Omokaru Stone) sulle quali è posta una sfera di pietra (kuurin); secondo la tradizione bisogna esprimere un desiderio e poi sollevare la pietra: se la si sente leggera del previsto il desiderio si avvererà altrimenti no.
Continuiamo il percorso attraverso i tori che si inoltrano nel bosco con vari altari qui e là. Il sentiero prosegue in leggera discesa tra tori giganti e poi risale verso la cima del monte Inari; noi proseguiamo fino ad un laghetto e al successivo bivio giriamo a destra verso al cima e proseguiamo per qualche centinaio di metri e poi decidiamo di rientrare sui nostri passi visto che sono quasi le 10 e alle 11 il meteo prevede pioggia.
Nel rientrare alla base del santuario scegliamo un sentiero diverso da quello dell’andata che ci porta a scoprire altri piccoli templi sempre oranti da tori rossi e statue di volpi.
Rientrati al paese ci fermiamo tra i numerosi negozietti per acquistare qualche souvenir (rigorosamente a forma di volpe!) e poi riprendiamo la JR line verso la stazione di Kyoto
Con la metro ci spostiamo al Nishiti Market, una via coperta che è un continuo susseguirsi di negozi e bancarelle di cibo, dai dolci, al pesce fresco a piccoli ristorantini; ne approfittiamo e per pranzo assaggiamo degli ottimi gyoza, i ravioli al vapore ripieni saltati.
Dopo pranzo prendiamo l’autobus che ci porta verso il Ginkaku-ji conosciuto come “Tempio del Padiglione d'argento" che risale al 1482. Durante la nostra visita veniamo sorpresi da un acquazzone improvviso che rende ancora più suggestivo il giardino di sabbia e il laghetto circondato dal muschio.
Questa ambientazione fa del Ginkaku-ji uno dei più bei templi di Kyoto.
Verso le 15 lasciamo il tempio e riprendiamo il bus. Non appena saliamo ricomincia a piovere molto intensamente in maniera insistente e le strade si trasformano in ruscelli con le persone che corrono a cercare riparo. Siamo tentati di rientrare in hotel, ma proprio in prossimità di una fermata del nostro autobus si trova un altro tempio che vorremmo visitare: il Sanjūsangen-dō.
L’edificio è costituito da una grande sala lunga 120 metri sostenuta da colonne di legno al cui interno troviamo una accanto all’altra 1001 statue di legno di cipresso ricoperte d’oro che rappresentano la dea della misericordia Kannon a grandezza naturale. Le statue apparente uguali, ma diverse nei dettagli sono ordinatamente disposte in 50 file mentre al centro della sala svetta una statua di oltre 3 metri sempre della stessa dea. Lo scenario è d’effetto, ma purtroppo non è possibile scattare fotografie all’interno dell’edificio.
Al termine della visita (le 17 circa) scopriamo che ha smesso di piovere, decidiamo quindi di fare due passi nel quartiere di Gion (abbiamo letto che questa è l’ora migliore per poter vedere le geisha che si recano nelle case da tè)
Passeggiamo lungo la via principale del quartiere, Hanamikoji Street, una bella via che con le sue storiche case in legno (machiya) ci riporta indietro nel tempo; anche gli onnipresenti e antiestetici fili della luce sono stati rimossi da questa via. Torniamo nella vicina Sherakawa Canal dove eravamo passati ieri sera e alla luce del giorno la via che fiancheggia il canale si mostra in tutta la sua bellezza. Non abbiamo visto nessuna geisha ma è comunque valsa la pena fare una passeggiata nel quartiere.
Alle 18 prendiamo l’autobus che ci riporta all’hotel.
Anche questa sera per cena scegliamo uno dei ristoranti presenti all’interno della stazione e che avevamo adocchiato nei giorni scorsi perché propone un piatto tradizionale, il dashi chazuche. SI tratta di una ciotola di riso condita con vari condimenti sul quale si versa il dashi, un brodo di pesce. E’ un antico piatto povero che si consumava la sera utilizzando il riso cotto al mattino. Nella sua versione moderna è arricchito da numerosi condimenti come sottaceti (tsukemono, umeboshi), alghe nori (alghe) frutti di mare, uova di pesce, wasabi, ecc. Sul piatto infine si versano i fiocchi di bonito, noti anche come Katsuobushi: scaglie grattugiate di tonnetto striato (Katsuo) cotte, essiccate ed affumicate. Come in molti ristoranti giapponesi ceniamo seduti attorno alla cucina e possiamo così assistere alla preparazione del piatto.
A fine serata ci fermiamo fuori dalla stazione per vedere il piccolo spettacolo di fontane danzanti che viene proposto tutte le sere proprio davanti alle pensiline di partenza dei bus.
Pubblicato da mbortol 15:06 Archiviato in Giappone Tag giappone_2025