Un blog Travellerspoint

Giorno 7- Kyoto:Kiyomizu-dera, Ryōzen Kannon, Kōdai-ji, Gion

15 luglio 2025 (Kyoto: Higashiyama • Kiyomizu-dera • Sannenzaka e Ninenzaka • Ryōzen Kannon • Kōdai-ji • Gion)


Vedi Giappone 2025 sulla mappa di viaggio di mbortol.

Oggi abbiamo in programma la visita del quartiere di Higashiyama nella parte est della città, così alle 09 prendiamo il bus 207 fino alla fermata di Gojozaka e da lì risaliamo la collina lungo Gojo dori fino al grande portale a due piani Niomon che da accesso all’area sacra del tempio buddista di Kiyomizu-dera (http://www.kiyomizudera.or.jp/en/), patrimonio UNESCO.
Il complesso comprende più edifici, pagode e piccole sale sacre. Dopo aver attraversato un’area il cui soffitto è coperto da decine e decine di campanelli (furin) che tintinnano mossi dal vento per scacciare gli spiriti maligni,accediamo al pezzo forte del tempio: la grande terrazza panoramica in legno che si affaccia sulla città di Kyoto. In giapponese esiste un'espressione “saltare dalla veranda a Kiyomizu” che equivale al nostro “fare il grande passo” perchè in passato era tradizione che le persone esprimessero un desiderio e si gettassero dalla terrazza (alta 13 metri); se sopravvivevano il desiderio si sarebbe avverato. Oggi fortunatamente è vietato lanciarsi dalla terrazza e ci si limita ad ammirare il panorama.
japan12.JPG

Accanto alla terrazza si trova il bastone di Benkei, una specie di spada di ferro pesante 90 chili; Benkei era un gigantesco guerriero della tradizione giapponese che si narra viaggiasse accompagnato da questo bastano che lasciò qui durante la visita al tempio i pellegrini sono invitati a cercare di sollevare il pesante bastone; ci abbiamo provato…inutilmente!

Superando un boschetto di ciliegi arriviamo alla piccola pagoda a tre piani Koyasu che avevamo visto emergere dal verde degli alberi dalla terrazza principale. Guardando l’edificio principale da questo punto di osservazione si nota molto bene la struttura di pilastri di legno che sostiene la terrazza del tempio: 168 colonne di legno di cipresso e di zelkova giapponese tutti incastrati senza l’uso di chiodi!!!

Proseguendo la strada incontriamo le cascate di Otowa che danno il nome al tempio: Kiyomizu-dera significa letteralmente “Tempio dell’acqua pura”.
Alcuni mestoli con un lungo bastone permettono di raccogliere e bere l’acqua da una delle tre fonti; in base alla fonte scelta si avrà fortuna in amore, successo a scuola o una lunga vita. Se però si beve da tutte e tre le fonti non si avranno gli effetti desiderati.
Dopo aver fatto la nostra scelta completiamo il percorso che ci riporta al portale di accesso e all’uscita dall’area sacra. Qui percorriamo qualche decina di metri su via Matsubara costeggiata da una miriade di negozietti di souvenir e svoltiamo a destra sulla via Sannenzaka. L’atmosfera cambia totalmente e al netto dei turisti sembra di essere tornati indietro nel tempo: tra edifici in legno che ospitano botteghe artigianali, sale da tè, piccoli ristoranti arriviamo alla Yasaka Pagoda (Hōkan-ji Temple), uno degli scorci più fotografati del Giappone.
japan13.JPG
Nel frattempo si è fatto mezzogiorno quindi ci fermiamo per un rapido spuntino a base di gelato macha e mochi e poi torniamo sui nostri passi e prendiamo Ninenzaka l’altra famosa via storica del quartiere Percorsa la salita Daidokoro costeggiata da una piccola foresta di bambù troviamo l’ingresso del tempio Ryōzen Kannon (ingresso 300 yen - http://www.ryozen-kwannon.jp/). Superato il portale di accessola prima cosa che si nota è la grande statua di 24 m della dea Kannon che sovrasta il tempio. Dopo aver effettuato l’offerta con l’incenso visitiamo il tempio ed entriamo all’interno della grande statua dove in un’atmosfera mistica sono conservate altre piccole statue della divinità.
japan14.JPG
Visitiamo poi l’adiacente tempio Kōdai-ji un complesso raffinato con giardini zen, laghetti e un piccolo bosco di bambù che, pur modesto, regala un’atmosfera magica..
japan15.JPG
Da qui raggiungiamo Ishibe Kōji, una via storica tranquilla, quasi immutata da un secolo fino a raggiugnere il Parco Maruyama e al suo interno il Santuario di Yasaka.
SIamo fortunati poichè proprio quando arriviamo è in programma un evento correlato al festival Gion, la danza Shirabyōshi; dopo le presentazioni e l’inno del Giappone salgono sul palco le danzatrici vestite in abiti maschili con un abito bianco e rosso, un lungo cappello nero, la spada del samurai e un ventaglio. Le Shirabyōshi erano molto popolari nel XII secolo come intrattenitrici di corte e si caratterizzavano oltre che per la loro bellezza, per la loro istruzione e abilità nel canto, la danza e la poesia. https://youtu.be/FfOechmsE1s?si=_2buneNA19pwsmL7&t=383
Nel padiglione principale del santuario, ornato di lanterne bianche , sono esposti i mikoshi, i palanchi religiosi che verranno portati in processione la sera del 17 luglio.
Iniziamo ad attraversare il parco verso i templi Shōrenin e Chionin, ma il caldo opprimente e l’orario (sono già le 15.30 e quindi ci rimarrebbe poco tempo per le visite) ci fanno desistere; rientriamo quindi in hotel per rilassarci e rinfrescarci.

Usciamo per la cena e ci fermiamo in un ristorante all’interno della stazione di Kyoto dove mangiamo del ramen per poi spostarci nel quartiere di Gion.
Costeggiamo il Sherakawa Canal lungo una via molto caratteristica che ci ripromettiamo di visitare anche alla luce del giorno e percorriamo Hanamikoji-dori, strada che secondo le guide offre possibilità di avvistare le geisha, ma non abbiamo fortuna. Camminiamo fino al Santuario di Yasaka per ammirarlo alla luce delle lanterne e verso le 22.30 prendiamo l’autobus che ci riporta in hotel.

Pubblicato da mbortol 15:04 Archiviato in Giappone Tag giappone_2025

Indice degli articoli

Commenta per primo questo articolo

Per pubblicare un commento su questo blog devi essere un membro registrato di Travellerspoint.

Accedi