Giorno 4 - (Kuching, Mulu)
Giorno 4 - 08 luglio 2023
08.07.2023 - 08.07.2023
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Malesia e Singapore 2023
sulla mappa di viaggio di mbortol.
Sveglia e partenza per l’aeroporto dove ci aspetta il volo MASWings per il Mulu National Park https://mulupark.com/, un’area carsica al confine con il Brunei, famosa oltre che per la foresta pluviale anche per il ricco sistema di grotte, che dal 2000 è riconosciuta come patrimonio dell’umanità Unesco.
Arriviamo in aeroporto alle 8.00 in tempo per acquistare una SIM e un paio di sandwich per il pranzo.
Il volo dura un paio d’ore e appena lasciato Kuching sorvoliamo la costa del Borneo, le foreste e i fiumi melmosi che con ampie anse sfociano nel mare.
Alle 12.30 atterriamo nel piccolo aeroporto di Mulu, recuperiamo velocemente i bagagli (trasportati a mano dall’aereo al piccolo terminal) e usciti in strada fermiamo un’auto che ci porta al AA Homestay, una piccola struttura a poche centinaia di metri dall’ingresso del parco, dove trascorreremo la notte.
Dopo una veloce presentazione con il proprietario lasciamo velocemente i bagagli nelle due camere e ripartiamo subito a piedi verso l’ingresso del Mulu National Park; visto che alle 14 ci aspetta la nostra prima escursione guidata. Superato il ponte sospeso sul fiume Melinau, raggiungiamo subito gli uffici del parco dove sbrighiamo le pratiche di registrazione e saldiamo le escursioni e il pernottamento per il giorno successivo che avevamo prenotato dall’Italia. Passeremo 2 giorni e mezzo visitando il parco e partecipando ad alcune escursioni guidate che abbiamo prenotato attraverso il sito del parco:
- tours to Deer & Lang caves on 8/7 @ 2pm (35 RM per persona)
- tours to Cave of the Winds /Clearwater Cave on 9/7 @ 9am (67 RM per persona)
- Night Walk – guided tour on 9/7 @ 7pm (25 RM per persona)
- Canopy tour on 10/7 @7am (48 RM per persona)
Dopo una decina di minuti veniamo raggiunti da un guardiaparco che ci guiderà con piccolo gruppo nel tour Deer & Lang caves https://mulupark.com/deer-lang-caves/. Ci avviamo di buon passo su delle passerelle in legno rialzate di circa un metro rispetto al terreno; in breve ci addentriamo nella giungla fitta e capiamo subito la ragione delle passerelle rialzate: nonostante la stagione secca il terreno è zuppo d’acqua.
Dopo circa 3 chilometri (un’ora di cammino circa) di sentiero pianeggiante nella foresta pluviale, superiamo un dislivello di un centinaio di metri e arriviamo all’ingresso della Deer Cave una grotta molto ampia e lunga 2 chilometri che deve il suo nome ai cervi che vi entrano per leccare il sale dalle rocce.
Accendiamo il frontalino e entriamo; il terreno è ricoperto da metri di guano depositato da una colonia composta da 3 milioni di pipistrelli che vive nella grotta e che quotidianamente sciama per procurarsi il cibo.
La grotta è molto amplia (la sua altezza non scende mai sotto i 90 m) e la sala principale è larga ben 174 metri e alta 122 metri. Fino al 2009 era considerata la grotta col passaggio più ampio del mondo, superata poi dalla scoperta della Hang Sơn Đoòng in Vietnam. Le fotografie non rendono giustizia alla vastità; lo spettacolo dei rivoli d'acqua che scendono dal soffitto posto ad oltre 100 metri di altezza, illuminati dalla luce che filtra tra la foresta pluviale dell’ingresso, lasciano a bocca aperta.
Dopo 800 metri, al termine del sentiero la grotta si apre sul Garden of Eden una depressione circolare del diametro di 1 km ricoperta di fitta foresta circondata da pareti verticali alte dai 150 ai 300 metri dalle quali si getta una cascata. Si ritiene che in origine fosse un’enorme antro della grotta di ben 150 milioni di metri cubi, che dopo il crollo del soffitto ha permesso alla luce solare di entrare e far sviluppare la foresta. Il nostro tour non prevede di addentrarsi nel Garden of Eden, ma la sola visione del verde smeraldo della giungla che appare all’improvviso dal buio della grotta rende giustizia del nome: un paradiso terrestre
Torniamo indietro e in prossimità dell’uscita possiamo notare come la roccia che delimita l'ingresso meridionale della grotta sembra riprodurre il profilo di Abraham Lincoln, che custodisce.
La Deer Cave è molto diversa rispetto alle grotte carsiche che abbiamo visitato in passato (Frasassi, Postumia, ecc.) infatti è quasi priva di concrezioni ma stupisce per le sue dimensioni.
L’escursione prosegue con la visita della vicina Lang Cave scoperta da una spedizione nel 1970; si tratta di una grotta molto diversa dalla precedente: è una delle più piccole del parco, ma ricca di stalattiti e stalagmiti. La Deer cave infatti è stata scavata da un fiume, mentre la Lang cave si è originata dall’erosione di acqua “stagnante” che ha permesso la crescita delle concrezioni.
Al nostro ritorno in superficie scopriamo che il tempo è cambiato; il cielo azzurro ha lasciato il posto a nubi minacciose. Il tour prevederebbe una sosta al vicino bat observatory: una struttura in legno, dotata di un’ampia tettoia e sedute, che permette ai visitatori di ammirare l’esodo di 3 milioni di pipistrelli (Chaerephon plicatus) dalla Deer Cave. Tutti i giorni a partire dalle 17.30 circa i piccoli mammiferi disegnano in cielo volute spiraliformi mentre si dirigono nella foresta in cerca di insetti percorrendo più di 100 km per poi rientrare alla grotta al mattino. Purtroppo la guida ci dice che in caso di pioggia i pipistrelli solitamente non escono dalla grotta… di lì a pochi minuti comincia a cadere una leggera pioggerellina. La guida che evidentemente conosce bene il meteo della zona ci saluta e rientra al quartier generale del parco seguita da alcuni membri del gruppo.
L’esodo dei pipistrelli è non solo il punto di forza dell’escursione ma dell’intera esperienza al Mulu; decidiamo quindi di fermarci ancora un po’ fiduciosi. La speranza lascia però il posto allo sconforto quando dopo qualche decina di minuti ili cielo si scurisce e un violento acquazzone si abbatte sulla foresta allagandola in pochi minuti. Troviamo riparo sotto la tettoia e ci consoliamo pensando che nel nostro precedente viaggio in Messico avevamo già avuto la possibilità di ammirare l’esodo dei pipistrelli alla Cueva de Murcielago e promettendoci di ritentare la fortuna l’indomani.
Così come era iniziata però la pioggia cessa e nel cielo ormai prossimo all'imbrunire appaiono i primi sciami di pipistrelli; prima composti da poche unità, ma via via più numerosi, fino a formare spettacolari vortici di migliaia di pipistrelli che riempiono il cielo…uno spettacolo. Rimaniamo rapiti dalle forme tridimensionali delle nubi di chirotteri che mutano continuamente forma che ci ricordano: volute di fumo o serpenti che solcano il cielo. Stormo dopo stormo, fotografia dopo fotografia il tempo passa. Sono le 19.00 e ormai soli e ci facciamo sorprendere dal sopraggiungere delle tenebre che a queste latitudini è molto rapido.
Zaini in spalla accendiamo i frontalini e a passo spedito imbocchiamo il sentiero di ritorno; siamo un po’ preoccupati perché siamo soli di notte nella foresta del Borneo e perché non sappiamo se il parco abbia un orario di chiusura.
Stanchi raggiungiamo l’uscita del parco e da lì in pochi minuti le nostre stanze.Scopriamo che la casetta che a mezzogiorno appariva come una palafitta in un prato poggia in realtà su un lago pieno di rane gracidanti. Facciamo una doccia spartana e mangiamo, in compagnia dei gechi che si arrampicano sulle pareti della stanza, i sandwich acquistati al mattino, poi come da programma, allo spegnersi del generatore di corrente, andiamo a dormire. Anche oggi una giornata intensa e di certo non rilassante, ma che da sola vale il viaggio al Mulu.