Yogyakarta
Giorno 3 - 09 luglio 2024
09.07.2024 - 09.07.2024
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Indonesia 2024
sulla mappa di viaggio di mbortol.
Alle 07.15 chiamiamo un auto con Grab che ci riporta al terminal 2 dell’aeroporto per prendere il volo Air Asia delle 09.35 per Yogyakarta.
Dopo due ore (11.30) atterriamo al nuovo aeroporto internazionale di Yogyakarta dove sbrighiamo rapidamente le pratiche di immigrazione grazie a quanto avevamo già espletato in Italia. In particolare avevamo già richiesto il VOA, Visa On Arrival attraverso il sito https://molina.imigrasi.go.id/web/visa-selection dove in pochi minuti è possibile ottenere il visto turistico per 30 giorni dopo aver caricato le immagini del passaporto e le fotografie ed aver pagato 500.000 rupie a testa (l’equivalente di circa 25 euro). Inoltre nei tre giorni antecedenti l’ingresso in Indonesia avevamo effettuato la dichiarazione doganale attraverso il sito ecd.beacukai.go.id.
Questi documenti possono essere richiesti anche in aeroporto all’arrivo in Indonesia, ma rendono molto più lunghi i tempi di transito dall’immigrazione.
Ritiriamo i bagagli e appena usciamo nella sala degli arrivi veniamo “assaliti” dai venditori di SIM locali. Ne approfittiamo e dopo aver declinato le varie offerte che ci vengono fatte (tutte relative a piani più costosi) richiediamo l’offerta Tourist Prepaid Card della Telkomsel che avevamo già individuato prima della partenza come la più conveniente per i nostri scopi che offre al costo di 150.000 rupie (circa 8 euro) 25GB di dati e 25 minuti di chiamate. Acquistiamo e ci facciamo configurare 2 SIM, una per Nicola e una per Laura. Per me avevo già acquistato una e-sim Nomad da 5 GB con copertura sull’Asia al costo di 12 euro che ci ha permesso di avere internet anche in Malesia per utilizzare l’app Grab. Era la prima esperienza con una e-sim e si è rivelata molto positiva.
Sempre all’interno dell’aeroporto abbiamo cambiato 500 euro in rupie (IDR) poiché abbiamo letto che non tutti i servizi e ristoranti possono essere pagati con carta di credito.
Usciti andiamo alla vicinissima stazione ferroviaria dell'aeroporto da dove partono i treni diretti a Yogyakarta e riusciamo a trovare i biglietti per il treno delle 14.30 Optiamo comunque per il treno perchè più veloce rispetto alle macchine e poco costoso (20.00 rupie per persona)
Approfittiamo del tempo a disposizione per mangiare qualcosa nei locali che si trovano proprio fuori dalla stazione. Decidiamo di immergerci subito nell’atmosfera indonesiana o ordiniamo tre piatti tipici: Lontong Opor, riso bollito compresso in foglie di banana con curry bianco, pollo e uovo sodo cotti nel latte di cocco e spezie,
paket rawon, una zuppa tipica di Giava a base di manzo e noce nera di keluak e il classico ayam goreng, il pollo fritto servito con l’immancabile riso, tempeh (semi di soia fermentati) e sambal (una salsa piccante a base di peperoncino).
Terminato il pranzo prendiamo il treno che in circa tre quarti d’ora attraversando i campi di riso ci porta alla stazione di Yogyakarta da dove in 5 minuti a piedi raggiungiamo il nostro hotel, l’Omah Watu Homestay.
Dedichiamo il resto del pomeriggio alla visita della città e in particolare della sua via principale Jalan Malioboro; la via ricca di negozi è il cuore della città e giace sull’asse Nord-Sud che collega il Monte Merapi e l'Oceano Indiano; è patrimonio Unesco per i suoi monumenti storici e il suo significato cosmologico nella cultura giavanese.
Da turisti inesperti veniamo subito catturati dai venditori che ci trascinano in una scuola di batik e dopo averci mostrato la tecnica per produrre questi tipici cercano di venderci qualche tessuto.
Riusciamo e dileguarci e proseguiamo la visita della via che a parte le bancarelle di street food non ha molto da offrire.
Raggiungiamo il Fort Vredeburg, un forte costruito dagli olandesi nel ‘700 e occupato dai giapponesi durante la seconda guerra mondiale. Oggi ospita un museo dedicato all’indipendenza dell'Indonesia ottenuta il 17 dicembre 1949, dopo 4 anni di guerra e trattative con l’Olanda. All’interno del museo, al quale accediamo gratuitamente, troviamo vecchie fotografie, oggettistica e un gran numero di diorama che ricostruiscono i fatti che hanno portato all’indipendenza.
Di fronte al forte troviamo il Palazzo Presidenziale di Yogyakarta che non è accessibile. Proseguiamo verso sud verso il Kraton, il palazzo reale. Il palazzo è aperto solo al mattino, ma cerchiamo di avvicinarci ugualmente con il risultato di perderci tra i vicoletti che lo circondano. Alle 18 il sole è già tramontato e in pochi minuti diventa buio; decidiamo quindi di tornare sui nostri passi.
Dopo il tramonto la strada diventa ancora più viva con numerosi giovani che affollano viace gli incroci e un’infinità di motorini e becak, rickshaw a motore, e un gran numero di bancarelle che offrono street food. Ad accompagnare il tutto numerose angklung band, gruppi musicali che eseguono musica popolare contemporanea attraverso l’uso di strumenti della tradizione indonesiana quali l'angklung, uno strumento musicale originario dei Sundanesi in Indonesia riconosciuto dall’Unesco un bene intangibile dell’umanità, costituito da un numero variabile di tubi di bambù che permette di riprodurre con una sola percussione un suono ripetuto, il calungis, uno xilofono in bambù e vari tipi di percussioni
Poiché siamo ancora sballati dal cambio di fuso orario non abbiamo fame e per cena prendiamo un gelato e una confezione assortita di bakpia, dolcetti tipici di Yogyakarta con ripieni assortiti a base di fagioli, formaggio, cioccolato, durian, mango, ananas, ecc.