Padar, Komodo, Tokokakasa, Manta Point, Turtle Point
Giorno 13 - 19 luglio 2024
19.07.2024 - 19.07.2024
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Indonesia 2024
sulla mappa di viaggio di mbortol.
Dopo una notte in parte insonne a causa del calore del motore che scaldava la cabina e delle forti onde di prima mattina siamo giunti nei pressi di Padar. Ringraziamo l’equipaggio e alle 5 saliamo sulla barchetta che ci porta al molo di Padar.
Con il buio saliamo il sentiero che ci porta in alto fino a un punto panoramico dove insieme ad altri turisti aspettiamo l’alba. Verso le 06 il cielo comincia a schiarirsi e nelle luci dell’alba ammiriamo un panorama fantastico con il sole che si riflette nelle numerose baie e promontori dell’isola con le sue spiagge bianche, nere e rosa. Veramente uno spettacolo che sarebbe stato un peccato perdere.
Ci godiamo il panorama scattando numerose fotografie e alle 7 scendiamo al molo e torniamo sulla nostra barca per fare colazione.
Alle 08 siamo già sulla vicina isola di Komodo; rispetto ai tour tradizionali non sbarchiamo al molo del Park Office, ma ci rechiamo al vicino villaggio di Komodo dove vie la popolazione dell’isola. Una guida locale armata di un grosso bastone ci conduce lungo il sentiero che risale il pendio dietro il villaggio; dopo un po’ di tempo troviamo le prime tracce del drago: le sue feci di colore bianco a causa delle ossa che il drago ingerisce.
Dopo poco proprio lungo il sentiero , in direzione opposta alla nostra appare un drago di Komodo; la guida ci raccomanda di stare indietro e servendosi del bastano cerca di deviare il percorso del rettile che incuriosito dalla nostra presenza di ferma. La guida ci spiega che i draghi attaccano frontalmente pertanto vanno avvicinati da dietro. Seguendo le sue indicazioni, un po’ timorosi, riusciamo ad avvicinarci a un paio di metri rimanendo sempre attenti ai suoi movimenti. Possiamo così ammirare le possenti zampe dotate di grosse unghie, la grossa coda che utilizza per abbattere le prede e ovviamente la bocca piena di denti affilati. Il drago di komodo è un abile predatore: può raggiungere i 20Km/h sulla terraferma e può anche nuotare fino a 4 metri di profondità e caccia prede molto più grandi di lui come cervi e bufali che a seguito del morso non hanno scampo. La bocca del drago contiene infatti ghiandole velenifere e un mix di batteri che uccidono la preda per avvelenamento, infezione e dissanguamento.
La guida ci spiega che il peso tipico di un esemplare è di 70 chilogrammi per una lunghezza che può raggiungere i 3 metri.
Proseguiamo lungo il sentiero e dopo poco tempo incontriamo un altro drago, ancora più grosso del primo sdraiato sotto un albero. Dopo pochi minuti il drago che abbiamo incontrato prima fa la sua ricomparsa avvicinandosi pericolosamente all’altro esemplare. La differenza di dimensioni però lo porta a mantenersi a una certa distanza. Mentre osserviamo la scena arriva in direzione opposta alla nostra un gruppo di ragazzi della locale scuola, tutti in divisa; appena visti i draghi l’insegnante li raggruppa in ordine a lato del sentiero. I ragazzi osservano la scena ma si nota come siano abituati alla stretta convivenza con questi rettili.
Riprendiamo la marcia lungo i pendii completamente privi di alberi che offrono una bella vista sul mare sottostante.
Durante il cammino la guida ci offre alcune informazioni sul drago: ad oggi sono presenti meno di 5000 esemplari sparsi sulle isole dell’arcipelago di Komodo e sono pertanto una specie vulnerabile nonostante siano in cima alla catena alimentare e non abbiano predatori. Ci racconta che in passato si sono registrati attacchi anche mortali anche verso l’uomo (l'ultimo turista è stato ferito gravemente nel 2017) ma oggi sull’isola è stato costruito un nuovo ospedale per le emergenze. La cosa non ci tranquillizza più di tanto, a proseguiamo l’escursione scendendo in una piccola valle alberata dove scorre un piccolo torrente e dove è probabile scorgere qualche esemplare. Di lì a poco , infatti, quasi mimetizzati tra le rocce del corso d’acqua ci imbattiamo in altri due grossi esemplari.
Mentre li osserviamo e fotografiamo riusciamo a scorgere anche un piccolo che scappa verso gli alberi. I draghi sono cannibali verso i piccoli che pertanto trascorrono i primi anni della loro vita in cima agli alberi; la vista del piccolo ci permette di approfondire la riproduzione di questi rettili che depongono le uova all'interno di profonde buche. In assenza di maschi le femmine possono deporre uova fecondate attraverso la partenogenesi, meccanismo che non garantisce però la variabilità genetica.
Dopo esserci riempiti gli occhi e la schedina della macchina fotografica delle immagini di questi strani animali ritorniamo al vicino villaggio dove notiamo che tutte le case sono rialzate per potersi difendere dagli animali, anche le tombe del vicino cimitero sono ricoperte da uno strato di cemento per evitare che i draghi dissotterrino i cadaveri per cibarsene.
Alle 10.30 lasciamo il villaggio entusiasti degli incontri fatti (un totale di 5 draghi) e ci spostiamo nella vicina spiaggia di pink beach (Pantai Merah) che come dice il nome si caratterizza per la sua spiaggia rosa dovuta ai coralli di colore rosso fuoco che abitano le acque della zona.
Oltre che una splendida sabbia le acque antistanti la spiaggia ospitano numerosi coralli e anemoni all’interno dei quali osserviamo numerosi pesci pagliaccio e molti altri pesci tra cui un bell’esemplare di pesce balestra titano. Trascorriamo un’oretta facendo snorkeling e passeggiando sulla spiaggia poi torniamo alla barca per il pranzo a base di pesce caramellato, chicken nugget, patatine , tempe e l’immancabile riso.
Dopo pranzo ci rilassiamo un po’ mentre navighiamo lungo le coste dell’isola di Komodo accompagnati anche da un piccolo gruppo di delfini che giocano tra le onde.
Alle 14 raggiungiamo un banco di sabbia bianchissima che emerge appena dalle acque dell’oceano, l’isola di Taka-makassar (8°32'51"S 119°35'25"E). Ci fermiamo una mezzoretta sulla piccolissima lingua di sabbia abbagliante e ci godiamo le sue acque cristalline.
Ci spostiamo in parca poco più a nord a Manta Point. (8°33'44"S 119°36'11"E) La guida ci ha già avvisato che purtroppo questo non è il periodo per osservare le mante che in primavera affollano questo canale, ma ci fermiamo comunque per un po’ di snorkeling. L’acqua piuttosto profonda è molto limpida, ma una forte corrente rende molto difficile nuotare; dopo pochi minuti devo arrendermi alla fatica, ma fortunatamente siamo seguiti a breve distanza dal piccolo gommone dove risalgo. Laura e Nicola resistono più a lungo nella corrente, ma come ci avevano anticipato non incontrano le mante (abbiamo la scusa per tornare in questo magnifico arcipelago).
Tornati sulla barca, a causa delle onde e della corrente, impieghiamo un po’ di tempo per raggiungere la nostra apparentemente vicina prossima tappa: il sito di Turtle Point nei pressi di Pulau Siaba Besar.
Questa volta il nome non tradisce le aspettative: vediamo 9 tartarughe e abbiamo la fortuna di nuotare accanto a una grossa tartaruga verde che risale per ben tre volte a respirare lasciandoci tutto il tempo per seguirla e osservarla.
Dopo tanto nuotare una bella merenda rifocillante a case di banana fritta.
Trascorriamo il resto del pomeriggio in barca dirigendoci a nord. Al tramonto siamo in prossimità dell’isola di Kanawa e ci fermiamo al largo per la notte, non prima di aver cenato con noodles, pesce fritto, spinaci e frittata.