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Ubud - Palazzo, Saraswati,Museo Puri Lukisan

Giorno 10 - 16 luglio 2024


Vedi Indonesia 2024 sulla mappa di viaggio di mbortol.

Ci svegliamo alle 07.30 dopo un bel sonno ristoratore e con la luce del giorno scopriamo che le nostre stanze sono immerse in un tempio induista con tanto di altarini e portali, molto caratteristico.
Usciamo e siamo subito sulla via principale di Ubud tra ristoranti, templi e negozi.
Ubud è il centro artistico culturale di Bali. L’isola di Bali si differenzia dal resto dell’Indonesia poichè non ha subito l’influenza dei regni islamici mantenendo forti tradizioni Hindu Javanesi. Ancora oggi la maggioranza della popolazione dell’isola è di religione indu come risulta evidente dai numerosi piccoli templi che si affacciano tra le case delle città
Facciamo un salto all’ufficio turistico per recuperare una mappa e qualche informazione su come trascorre le nostre giornate a Ubud; in realtà non scopriamo nulla di nuovo, ma approfittiamo per prenotare i biglietti per le danze Ramayana e Legong by Bina Remaja troupe che si terrà questa sera alle 19.30 presso il Palazzo reale (100.000 rupie a testa equivalenti a 5 euro)
Attraversiamo la strada e iniziamo con la visita proprio del Palazzo di Ubud (ingresso gratuito, durata visita 40 minuti) residenza della famiglia reale al cui interno troviamo dei giardini e un tempio.
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Dopo una quarantina di minuti di visita,appena usciti dal palazzo dei signori con il cartello “Taxi” attirano la nostra attenzione. Estraiamo l’itinerario che avevamo preparato a casa per visitare alcuni templi nei dintorni di Ubud; contrattiamo un po’ sul prezzo (inizialmente ci propongo un costo addirittura superiore a quello che ci sarebbe costato prenotando un driver dall’Italia) e concordiamo un milione di rupie (circa 50 euro) per tutte i siti che avevamo previsto e un’escursione che occuperà l’intera giornata di domani, compreso il transfer finale a Kuta dove pernotteremo. Proseguiamo la visita di Ubud nel vicino mercato dove troviamo abiti, tessuti batik, oggettistica in legno e ogni tipo di souvenir tra i quali ci colpiscono alcune maschere in legno utilizzate nei rituali indu.
Sempre sulla via principale di Ubud troviamo il tempio di Pura Taman Kemuda Saraswati. Dopo aver pagato il biglietto di ingresso (50.000 IDR a testa, circa 3 euro) ci vengono forniti i vestiti tradizionali balinesi obbligatori per accedere al tempio: un sarong bianco, una specie di pareo sia per uomini che per donne formata da un tessuto che va legato in vita, una giacca viola e un copricapo bianco e viola.
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Finita la vestizione accediamo al tempio: vedere tutte le persone in abiti tradizionali e dello stesso colore delle decorazioni del tempio rende l'atmosfera ancora più suggestiva. Il tempio di Saraswati è detto anche Tempio del Palazzo sull'Acqua, infatti è costruito attorno a un laghetto ricco di fiori di loto. La sua costruzione è piuttosto recente (1951) ed è dedicato alla dea della saggezza e delle arti, Dewi Saraswati.
Dopo poco meno di un’ora lasciamo il tempio ed essendo quasi mezzogiorno cerchiamo un posto dove mangiare; nel centro di Ubud non è un problema trovare un ristorante, decidiamo però di spostarci dalla via principale (di poco) per cercare un posto tranquillo.
Camminando per le vie di Ubud non si può fare a meno di notare le numerose offerte costituite da Tali offerte sono ovunque, non solo sulle statue delle divinità, ma anche all’ingresso dei negozi, sui marciapiedi, insomma ovunque e bisogna prestare attenzione a non calpestarle quando ci si muove.
Troviamo un piccolo ristorante poco frequentato e ordiniamo l’ormai classico nasi goreng, dei satai (tipici spiedini di pollo che si possono trovare in tutte le bancarelle lungo le strade) e un trancio di tonno, il tutto accompagnato da succhi di frutta (20 euro in tre)
Proseguiamo poi lungo la via principale in direzione ovest fino al Museo Puri Lukisan.
Rimaniamo sorpresi dal costo del biglietto 145.000 IDR a testa (8 euro) che è piuttosto alto per gli standard indonesiani, ma scopriamo che comprende anche il pranzo e le bevande all’interno del museo, peccato che abbiamo appena finito di mangiare!!
Il museo si sviluppa su 3 edifici all’interno di un grande giardino e riassume l’arte balinese in particolare per quanto riguarda la pittura e la scultura.
Nell’edificio Este sono esposte le opere più antiche che vanno dal X al XV secolo e che si riferiscono allo stile wayang ispirato al tradizionale teatro dei burattini con rappresentazioni di ispirazione religiosa.
Nell’edificio Nord troviamo i disegni a inchiostro del maestro I Gusti Nyoman Lempad e artisti della scuola Pita Maha
Infine nell’edificio Ovest sono raccolte le opere del XX secolo; a partire dal 1920 numerosi artisti occidentali si recarono a Bali in cerca di ispirazione dall’arte tradizionale locale. Si è avuta così una contaminazione di stili e soggetti: oltre ai temi religiosi troviamo rappresentazioni di vita quotidiana.
Ci hanno colpito in particolare le opere di Ida Bagus Made come “Barong dance in the village” e “Ceremony by the Sea” per i colori brillanti e la ricchezza di dettagli, il “Just Punishments in Hell” di Anak Agung Gde Rai Konta e le opere di I Gusti Made Kwaandji.
Finita la visita (circa 45 minuti) approfittiamo del buono ristorante del museo non per mangiare ma almeno per un caffè e una bibita rinfrescante.
Sono già le 15 e dobbiamo decidere come trascorrere il resto del pomeriggio: gli itinerari classici di Ubud prevederebbero la “Foresta delle scimmie” un’area a sud della città che ospita una grande colonia di macachi, ma l’attrazione ci sembra troppo turistica e così decidiamo di percorrere un breve sentiero nelle campagne di Ubud.
Il sentiero chiamato Subak Juwuk Manis parte proprio a fianco del Museo e dopo alcune decine di metri durante le quali siamo chiusi tra muri di cemento la vista si apre sulle campagne di Ubud; sembra di essere in un posto completamente diverso rispetto alla via principale di Ubud. Attorno alle case di campagna incontriamo numerose risaie con i loro canali di irrigazione (subak) e palme da cocco.
Il sentiero è accessibile solo a piedi e offre numerosi scorci meritevoli di fotografie con il verde delle risaie che la fa da padrone.
Il percorso termina proprio sulla via Jalan Kajeng ricca di bancarelle e negozietti che porta al tempio di Sarawsati.
Alle 16.30 rientriamo in stanza per rilassarci un attimo; contattiamo i ragazzi di Torino che avevamo conosciuto al Sukamade e ci accordiamo per incontrarci stasera allo spettacolo delle danze Legong e Ramayana.
Alle 18.30 siamo già al palazzo di Ubud per prendere posto per lo spettacolo delle 19.30. Visto l’anticipo troviamo degli ottimi posti in prima fila. Lo spettacolo si tiene proprio davanti al grande portale del palazzo che funge da bellissima quinta.
Dopo un’introduzione musicale da parte dell’orchestra gamelan lo spettacolo inizia con un balletto Legong, uno danza nata come intrattenimento della corte reale che vede impegnate ballerine in costumi sgargianti e copricapi dorati che al ritmo ipnotico dell’orchestra gamelan si esibiscono in elaborati e precisi movimenti del corpo. Caratteristica è la gestualità delle ballerine che si manifesta in precisi movimenti degli occhi e delle mani e espressioni facciali.
Segue la danza Ramayana che ripercorre le vicende di Rama e Shinta nell’omonimo mito indu.
Lo spettacolo dura all’incirca un’ora e ci ha lasciati pienamente soddisfatti anche per il livello nettamente superiore rispetto a quello che abbiamo visto a Yogyakarta sia per il numero di persone coinvolte (molti più musicisti e ballerini)che per i costumi.
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Concludiamo la serata con una cena insieme ai ragazzi di Torino nel ristorante in cui eravamo stati a pranzo.

Pubblicato da mbortol 13:00 Archiviato in Indonesia

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